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Indice di Vigore Relativo (RVI): Formula, segnali e guida al trading

by VT Markets
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Aug 10, 2026

Il Relative Vigor Index (RVI) è un oscillatore di momentum (un indicatore che misura la “spinta” del movimento) che confronta il prezzo di chiusura con quello di apertura all’interno del range della seduta (la distanza tra massimo e minimo della candela). Mostra se un movimento è sostenuto da reale pressione in acquisto o in vendita, non solo dalla direzione del prezzo. Questa guida spiega la formula dell’RVI e la linea di segnale, come leggere gli incroci, i passaggi della linea dello zero e la divergenza, oltre alle impostazioni più adatte per diversi orizzonti temporali e come usarlo insieme ad altri strumenti su MT4 e MT5.

Punti chiave:

Se chiedi a molti trader che cosa sia il momentum, indicheranno un grafico dicendo che il mercato “si muove veloce”. Quella è velocità, non convinzione. Un mercato può muoversi rapidamente e poi chiudere “debole”, spesso poco prima di un’inversione.

Il Relative Vigor Index serve proprio a misurare questa differenza. Qui vediamo cos’è l’indicatore, come si calcola e come leggerlo sul grafico.

Il testo confronta inoltre l’indicatore con RSI, oscillatore stocastico, MACD e Relative Volatility Index. Poi passa in rassegna i segnali operativi dell’RVI, le impostazioni per diversi timeframe (orizzonti temporali del grafico), gli errori più comuni e i limiti dello strumento.

Il Relative Vigor Index è un oscillatore di momentum che confronta il prezzo di chiusura con il prezzo di apertura e rapporta la differenza al range massimo–minimo della candela. In questo modo misura la convinzione (quanto “sostiene” il movimento), non la velocità.

L’idea nasce da un’osservazione semplice. In un rialzo “sano”, spesso i prezzi chiudono sopra l’apertura. In un ribasso, chiudono sotto. Quindi:

La direzione dice dove è andato il prezzo. L’RVI dice quanto “decisa” è stata la chiusura. Ecco due candele d’esempio, entrambe in rialzo:

La candela B ha coperto più strada. La candela A ha chiuso con molta più convinzione. È questa differenza che l’indicatore cattura.

Molti oscillatori confrontano le chiusure con chiusure precedenti. L’RVI è particolare perché usa anche l’apertura:

La formula sembra complessa, ma si riduce a quattro passaggi. I numeri sotto sono solo esempi.

L’input di base è chiusura meno apertura. Da solo è “rumoroso” (varia molto), quindi si applica una media mobile con pesi simmetrici (una media in cui alcune barre contano di più) su quattro candele, con pesi 1, 2, 2, 1 e divisione per 6.

Esempio su quattro candele (chiusura meno apertura): 22 pip, 13 pip, 8 pip e 6 pip, dalla più recente alla più vecchia.

Valore 1 = (22 + 2×13 + 2×8 + 6) ÷ 6 = 70 ÷ 6 = 11,67 pip

La stessa ponderazione si applica al range della candela. Questo rende il risultato confrontabile tra strumenti e fasi di volatilità diverse (quando l’ampiezza dei movimenti cambia).

Esempio (massimo meno minimo) sulle stesse candele: 32 pip, 22 pip, 17 pip e 15 pip.

Valore 2 = (32 + 2×22 + 2×17 + 15) ÷ 6 = 125 ÷ 6 = 20,83 pip

I due valori vengono poi mediati sul periodo di smoothing (periodo di “levigatura”, cioè di media), che di default è 10 candele, prima di fare la divisione.

Esempio di medie su 10 periodi: Valore 1 medio 8,4 pip, Valore 2 medio 18,6 pip.

RVI = 8,4 ÷ 18,6 = 0,45

La linea di segnale si ottiene applicando all’RVI la stessa media con pesi 1, 2, 2, 1.

Esempio di RVI su quattro candele: 0,45, 0,41, 0,38 e 0,34.

Linea di segnale = (0,45 + 2×0,41 + 2×0,38 + 0,34) ÷ 6 = 2,37 ÷ 6 = 0,40

Poiché la differenza chiusura–apertura non può superare il range della candela, il rapporto resta naturalmente tra circa -1 e +1. Lo zero indica equilibrio tra chiusure e aperture nel periodo.

Valori positivi indicano chiusure mediamente sopra l’apertura, valori negativi il contrario. Non esiste una scala 0–100 e non ci sono equivalenti delle linee 70 e 30 dell’RSI.

Fonte: TradingView

Come leggere l’indicatore RVI? Contano tre aspetti: da che lato dello zero si trova, la posizione rispetto alla linea di segnale e la pendenza (se sale o scende).

La linea dello zero è il punto centrale dell’indicatore.

Valori stabili da un lato confermano il trend prevalente.

La distanza tra le due linee indica quanto rapidamente cambia la convinzione:

La pendenza spesso conta più del livello. Un RVI in calo a +0,6 può essere più debole di un RVI in salita a +0,2.

Quattro confronti rispondono alla maggior parte dei dubbi su questo strumento.

Entrambi si abbreviano RVI, ma misurano cose diverse.

Se una piattaforma o un articolo non cita l’autore, controlla la scala: 0–100 indica l’indice di volatilità.

In che cosa l’RVI è diverso dall’RSI? I dati usati sono diversi e i due indicatori possono dare segnali opposti sullo stesso grafico. L’RSI usa solo le chiusure, confrontando rialzi medi e ribassi medi.

L’RVI usa apertura, chiusura, massimo e minimo. L’RSI è compreso tra 0 e 100 con soglie tipiche 70 e 30. L’RSI risponde a “quanto è stato forte il movimento”, l’RVI a “quanto sono state convincenti le chiusure”.

Visivamente sono simili e hanno due linee. Lo stocastico confronta la chiusura con il range recente massimo–minimo.

L’RVI confronta la chiusura con l’apertura di ogni candela. Lo stocastico tende a segnalare “esaurimento” vicino agli estremi del range; l’RVI conferma la partecipazione (se le chiusure sostengono il movimento).

Moving Average Convergence Divergence (MACD) è un indicatore “trend-following” (segue il trend) costruito da due medie mobili del prezzo (medie che smussano le oscillazioni). Il MACD conferma se un trend esiste e la direzione. L’RVI conferma se le chiusure lo sostengono. L’abbinamento è frequente: MACD per la direzione, RVI per la convinzione.

Una strategia con il Relative Vigor Index si basa su quattro tipi di segnali, da filtrare con il trend e non da usare in automatico.

È il segnale più usato e quello che porta più spesso a “fare troppo trading”:

Più lenti, meno frequenti e in genere più affidabili degli incroci con la linea di segnale:

Divergenza significa che indicatore e prezzo non “vanno d’accordo” (uno fa massimi/minimi crescenti mentre l’altro no). Qui l’RVI è utile perché misura direttamente la convinzione.

La divergenza è un avvertimento, non un ingresso. Attendi un incrocio con la linea di segnale o una rottura della struttura del prezzo prima di agire.

Esempio su EUR/USD a 4 ore:

Il filtro di trend fa la parte principale. L’indicatore aiuta sul momento dell’ingresso.

Qual è un buon valore di RVI? Non esiste un valore “giusto” in assoluto: contano l’impostazione adatta al tuo timeframe e la coerenza con il filtro di trend.

Dieci periodi è l’impostazione standard su MetaTrader 4 e MetaTrader 5, ed è quella più usata:

Testa ogni modifica su un conto demo per almeno un ciclo di mercato completo prima di usarla su operazioni reali.

Tre errori spiegano gran parte delle difficoltà con questo strumento.

Chi arriva dall’RSI cerca linee 70 e 30 che qui non esistono:

In mercati tranquilli le due linee si incrociano spesso e molti segnali non portano a nulla. Filtra gli incroci con la direzione del trend. Evita quelli in una fascia stretta attorno allo zero. Meglio poche operazioni ben scelte che molte operazioni automatiche.

Un RVI in salita non significa per forza prezzo in salita. Significa che le chiusure stanno diventando più forti rispetto alle aperture. L’indicatore può salire mentre il prezzo scende: spesso è un segnale iniziale che le vendite stanno perdendo forza. È un motivo per osservare, non per comprare.

Ogni oscillatore ha punti deboli. Conoscerli rende lo strumento utile.

Tra prezzo e linea finale ci sono due passaggi di media. I segnali arrivano dopo l’inizio del movimento e le inversioni rapide spesso vengono segnalate tardi. Ridurre il periodo diminuisce il ritardo, ma aumenta il rumore.

I mercati laterali generano molti incroci senza seguito. Un valore piatto vicino allo zero è già un’informazione: meglio restare fuori. Abbinalo a un filtro di volatilità o di trend per evitare questi periodi.

Conferma la convinzione dietro un movimento, non identifica il movimento. Non indica prezzo d’ingresso, stop o dimensione della posizione. Abbinato a un filtro di trend e a regole di rischio chiare, può aggiungere valore.

D1: Qual è la differenza tra Relative Vigor Index e Relative Volatility Index?

Condividono l’acronimo RVI ma misurano cose diverse. Il Relative Vigor Index, sviluppato da John Ehlers, confronta chiusura e apertura in rapporto al range della candela e indica la convinzione del movimento. Il Relative Volatility Index, sviluppato da Donald Dorsey, usa la deviazione standard (misura della variabilità dei prezzi) in un calcolo simile all’RSI per stimare la direzione della volatilità ed è in scala 0–100.

D2: Il Relative Vigor Index è uguale all’RSI?

No. L’RSI confronta rialzi medi e ribassi medi sulle chiusure e produce un valore tra 0 e 100. Il Relative Vigor Index confronta la differenza chiusura–apertura con il range massimo–minimo e oscilla intorno allo zero. Usano dati diversi, quindi possono dare letture opposte sullo stesso grafico nello stesso momento.

D3: Il Relative Vigor Index ha livelli di ipercomprato e ipervenduto?

Non esistono livelli fissi. L’indicatore non è in scala 0–100, quindi non c’è un equivalente delle soglie 70 e 30 dell’RSI. In genere si leggono incroci con la linea di segnale, incroci della linea dello zero, pendenza della linea e divergenza rispetto al prezzo.

D4: Quali sono le impostazioni migliori per il Relative Vigor Index?

10 periodi è il default più comune. Periodi più brevi (5–7) generano più segnali ma anche più rumore, adatti all’intraday. Periodi più lunghi (14–20) rendono la linea più regolare e riducono gli incroci “falsi”, adatti a swing e position trading. La scelta dipende soprattutto dall’orizzonte operativo.

Il Relative Vigor Index non dice dove andrà il mercato. Dice se il movimento che stai osservando è sostenuto da partecipazione reale. Spesso è la differenza tra un’operazione da fare e una da evitare.

Parti dall’impostazione standard a 10 periodi, aggiungi un filtro di trend e osserva per alcune settimane come si comportano gli incroci in fase di trend e in fase laterale prima di rischiare capitale. Poi verifica la strategia su un conto demo lungo un intero ciclo di mercato.

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