L’euro è rimasto vicino ai minimi degli ultimi tre mesi venerdì, scambiando intorno a 1,1380, dopo un calo dello 0,8% questa settimana e di quasi il 2% nelle ultime due settimane. Il dollaro USA è rimasto sostenuto da una revisione in senso “hawkish” delle attese sulla Federal Reserve, insieme all’aumento dei rendimenti dei Treasury, mentre i prezzi più alti del petrolio hanno aggiunto ulteriore pressione sulla valuta unica. I dati dell’Eurozona hanno offerto scarso sollievo: l’indice GfK sulla fiducia dei consumatori in Germania per ottobre è sceso a -30,6 da -26,6, a fronte di attese per -27,4. Le aspettative sui redditi sono calate a -15,0 da 1,7, mentre la propensione al risparmio è salita a 21,5 da 15,5, segnalando piani di acquisto più deboli.
L’energia è rimasta centrale nello scenario macro, con il Brent scambiato a pochi centesimi sotto la soglia dei 100 dollari al barile, un fattore sfavorevole per le economie dell’Eurozona importatrici di petrolio. Negli Stati Uniti, i dati PMI di settembre hanno mostrato un rafforzamento dell’attività oltre le previsioni, con la crescita dei salari e gli elevati costi energetici che si trasmettono ai prezzi. I mercati prezzavano un ulteriore irrigidimento, inclusa una probabilità del 70% di un altro rialzo di 25 pb in ottobre, e aspettative per un incremento aggiuntivo entro fine anno.
Strategie sui mercati valutari ed energetici
Stiamo osservando l’euro in difficoltà vicino ai minimi degli ultimi tre mesi intorno a 1,1380, fortemente appesantito dal debole sentiment dei consumatori nell’Eurozona. Considerato il crollo dell’indice GfK tedesco sulla fiducia dei consumatori a -30,6, ci attendiamo ulteriori pressioni ribassiste sulla valuta comune. I trader di derivati dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni put EUR/USD a breve scadenza per sfruttare questo indebolimento in intensificazione.
Con il Brent che oscilla appena sotto la soglia critica dei 100 dollari, le economie europee importatrici di energia stanno subendo una forte pressione. Storicamente, prezzi del petrolio mantenuti su questi livelli hanno mostrato una correlazione con un calo significativo della produzione industriale dell’Eurozona, diminuita di oltre l’1,5% durante picchi energetici analoghi negli ultimi anni. Raccomandiamo di operare con opzioni call sui futures del Brent per beneficiare di questa persistente stretta energetica.
Fed “hawkish”, forza del dollaro e strategie sulla volatilità
Dall’altra parte dell’Atlantico, la solidità dei dati macro USA sta alimentando le aspettative di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, con i mercati che attribuiscono una probabilità del 70% a un aumento di 25 punti base in ottobre. Per sfruttare questo scenario “hawkish”, suggeriamo di operare sui futures sui tassi d’interesse o di acquistare opzioni call sul Dollar Index (DXY). Questa strategia consente di intercettare l’ampliamento del differenziale di rendimento tra Stati Uniti ed Europa.
Guardando alle tendenze storiche, quando l’euro scende del 2% in due settimane, la volatilità valutaria in genere aumenta di oltre il 12% nel mese successivo. Riteniamo che i trader dovrebbero considerare strategie basate sulla volatilità, come long straddle, per trarre profitto da improvvise oscillazioni di mercato. Questo aiuta a proteggere i portafogli restando al contempo pronti a movimenti bruschi dei prezzi.
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