
Panoramica
- La crescita USA resta positiva, ma assunzioni deboli e inflazione in aumento lasciano alla Federal Reserve (Fed, la banca centrale USA) poco spazio per ridurre i tassi.
- Gli utili societari continuano a sostenere le azioni. I trader dovrebbero valutare le indicazioni sugli utili futuri (guidance, cioè le previsioni delle aziende) insieme al costo dei finanziamenti (tassi e interessi su prestiti e obbligazioni) prima di considerare un calo del mercato come un’occasione di acquisto.
- La decisione della Fed, il PIL USA e l’inflazione PCE (indice dei prezzi delle spese per consumi personali, misura dell’inflazione seguita dalla Fed) possono innescare movimenti bruschi su dollaro, oro e indici azionari tra il 26 e il 30 ottobre.
- Livelli tecnici chiave: 7.735 per SP500, 3.942,70$ per l’oro e 106,745$ per il petrolio USA. Una conferma dei prezzi (se il mercato tiene o supera questi livelli) aiuterà a distinguere un rimbalzo da un vero cambio di trend (direzione di fondo).
Il sell-off della scorsa settimana mette alla prova la fiducia negli utili
Le azioni USA sono scese per la seconda settimana consecutiva. L’S&P 500 ha perso lo 0,5%, mentre il Nasdaq Composite è sceso dello 0,7%. I titoli dei semiconduttori hanno ceduto il 3,2%, segnalando una pressione maggiore su un comparto legato alla spesa tecnologica. Anche i rendimenti dei Treasury (titoli di Stato USA) sono scesi, ma tassi più bassi non sono bastati a sostenere il mercato nel suo complesso.
Ora gli investitori hanno bisogno che i risultati societari sostengano i prezzi, perché i costi energetici più alti possono ridurre i margini (profitti rispetto ai ricavi) e frenare la spesa delle famiglie.
Il mercato azionario USA può ancora salire?
I mercati spesso cambiano direzione prima dell’economia. Le azioni possono scendere prima che inizi una recessione e recuperare prima che migliorino i dati macro. Capire la fase attuale richiede quindi una lettura congiunta di produzione (PIL), lavoro, consumi e inflazione.
Le evidenze indicano una fase avanzata di espansione USA con rischi in aumento, più che una recessione vera e propria. Il PIL è cresciuto a un tasso annualizzato del 2,2% nel secondo trimestre (annualizzato significa riportato come se quel ritmo durasse un anno), mentre a settembre la disoccupazione era al 4,2%. L’economia continua ad aumentare la produzione, ma un mercato del lavoro meno dinamico segnala un rallentamento.
Una fase avanzata di crescita non implica automaticamente un massimo in Borsa. Ulteriori rialzi dipendono dalla capacità delle aziende di aumentare gli utili nonostante domanda più debole e costi di finanziamento elevati.
L’inflazione limita le scelte della Fed
A settembre i prezzi al consumo sono saliti dello 0,6% su base mensile e del 3,7% su base annua. I prezzi alla produzione (quanto pagano le aziende per beni e input) sono aumentati dell’1,3% nel mese, aumentando la pressione sui costi.
Il mercato si aspetta che la Fed mantenga l’intervallo obiettivo al 3,75%–4,00% questa settimana. Tuttavia, un’inflazione ostinata potrebbe mantenere sul tavolo ulteriori rialzi. I trader valuteranno come i membri della Fed bilanciano la pressione sui prezzi con il rallentamento delle assunzioni.
La Fed comunica la decisione prima delle pubblicazioni del 29 ottobre su PIL e PCE, creando spazio per una rapida revisione delle attese sui tassi. Un’inflazione più alta del previsto può sostenere il dollaro e pesare sull’oro perché il mercato inizierebbe a prezzare tassi più alti (prezzare significa incorporare nelle quotazioni). Un’inflazione più bassa può ridurre questa pressione, se la crescita resta solida.
Gli utili possono prolungare il ciclo azionario
Gli utili societari restano un supporto per le azioni. Secondo il report FactSet del 16 ottobre, gli utili dell’S&P 500 erano stimati in crescita del 29% su base annua nel terzo trimestre, con una crescita 2026 stimata al 32,8%.
Il rapporto prezzo/utili prospettico (forward P/E: prezzo attuale diviso utili attesi, una misura di valutazione) dell’indice era a 19 volte, poco sotto la media a 10 anni di 19,1 volte. Questo indica valutazioni non eccessive rispetto agli utili attesi, se le aziende confermano le stime.
Conta anche quanto i risultati superano le attese. Anche se l’84% delle società che hanno pubblicato i conti ha battuto le stime, gli utili complessivi sono stati solo del 2,6% sopra le aspettative, contro una media a cinque anni del 7,5%. Superare le stime di poco offre un supporto più limitato, soprattutto quando gli investitori si aspettano già una crescita molto forte.
Le obbligazioni governative competono con le azioni. Con il rendimento del Treasury decennale intorno al 5%, gli investitori possono confrontare il potenziale rendimento azionario con rendimenti più alti offerti dal reddito fisso (strumenti come obbligazioni, con cedole e scadenza).
Le azioni possono ancora salire se la crescita degli utili compensa un calo dei multipli (cioè valutazioni più basse come P/E). I trader dovrebbero verificare se questo sostegno può reggere.
Tre scenari guideranno la direzione dei mercati
Espansione che prosegue: inflazione in calo, rendimenti dei Treasury stabili e utili solidi possono sostenere nuovi rialzi, con massimi storici possibili se le aziende rispettano le attese.
Rallentamento con inflazione elevata (stagflazione): domanda più debole con inflazione persistente limita la possibilità della Fed di tagliare i tassi. Le imprese possono subire margini compressi, rendendo le azioni più esposte a oscillazioni forti.
Recessione: un calo più ampio di occupazione, consumi e utili rafforzerebbe l’ipotesi di contrazione. Le azioni possono anticipare questo peggioramento prima che i dati ufficiali lo confermino.
Questa settimana verifica se i mercati riescono a mantenere la reazione iniziale alla Fed dopo l’arrivo di PIL, PCE e trimestrali. Un rimbalzo sostenuto sia dai dati macro sia dalla guidance sugli utili sarebbe un segnale di ritorno della domanda di acquisto.
Simboli chiave da monitorare
SP500 | XAUUSD | USOIL | USDX | EURUSD
Eventi in arrivo
| Data | Valuta | Evento | Previsione | Precedente | Commento analisti |
| 28 ottobre | AUD | CPI a/a | 4,20% | 4,00% | Un dato più alto può rafforzare le attese di politica monetaria più restrittiva (tassi più alti) in Australia. |
| NZD | Tasso ufficiale RBNZ (Official Cash Rate) | 3,00% | 2,75% | Le indicazioni su ulteriori rialzi possono contare più della decisione in sé. | |
| CAD | Tasso overnight della Bank of Canada | 2,50% | 2,25% | Confrontare la decisione con le nuove stime su crescita e inflazione. | |
| 29 ottobre | USD | Comunicato FOMC | NA | NA | Segnali su ulteriori rialzi possono muovere dollaro, oro e azioni. |
| USD | Indice dei prezzi PCE core m/m | 0,30% | 0,20% | Un dato più forte può rafforzare l’idea di una politica restrittiva (tassi alti più a lungo). | |
| EUR | Decisione BCE e conferenza stampa | NA | NA | Da seguire il bilanciamento tra rischi inflazione e crescita debole. | |
| 30 ottobre | JPY | Tasso BOJ e conferenza stampa | <1,25% | <1,25% | Indicazioni su un nuovo rialzo possono aumentare la volatilità (oscillazioni rapide) dello yen. |
Per una panoramica completa dei prossimi eventi macro, consulta l’Calendario economico di VT Markets.
Movimenti chiave della settimana
SP500

- Il prezzo può risalire dall’area attuale, ma va osservata la reazione dei prezzi (price action: come si muovono concretamente i prezzi su grafico) per capire la struttura del movimento.
- In caso di rialzo, monitorare la reazione in area 7.735.
XAUUSD

- Se il prezzo scende, cercare segnali di ripresa (movimento rialzista) quando passa sotto 3942,70.
USOil

- USOil ha superato 102,546 (break: rottura di un livello, quando il prezzo lo oltrepassa con decisione).
- Monitorare la reazione dei prezzi dopo la rottura di 106,745.
USDX

- USDX scambia vicino all’area monitorata di 101,00.
- Se il prezzo scende, cercare segnali di rimbalzo in area 101,00.
EURUSD

- Se il prezzo entra in una fase laterale (consolidamento: oscillazione in un intervallo senza direzione), EURUSD può muoversi al rialzo.
- In tal caso, monitorare la reazione in area 1,1350.
Conclusione
Al 24 ottobre, l’economia USA sembra avvicinarsi a una fase avanzata di espansione, ma non ci sono elementi sufficienti per parlare di recessione. Gli utili societari solidi continuano a sostenere le azioni. Tuttavia, inflazione persistente, rendimenti dei Treasury elevati e politica monetaria più restrittiva rendono i rialzi sempre più legati alla crescita reale degli utili (non solo alle aspettative del mercato).
I trader stanno valutando se gli utili possano sostenere il mercato rialzista prima che le condizioni economiche peggiorino. Gli USA possono essere in fase avanzata del ciclo economico senza essere necessariamente alla fine del ciclo di Borsa.
Domande frequenti
Cosa può muovere i mercati questa settimana?
La decisione sui tassi della Federal Reserve, il PIL USA e l’inflazione PCE sono gli appuntamenti principali. Anche gli utili possono muovere l’S&P 500, mentre le decisioni delle banche centrali in Europa, Giappone, Canada e Nuova Zelanda possono influenzare le valute.
L’S&P 500 può salire se la crescita USA rallenta?
Sì. Le azioni possono salire se le aziende mantengono la crescita degli utili anche con un’economia più lenta. Tuttavia, previsioni di utili più deboli (guidance) o costi di finanziamento più alti possono limitare i rialzi.
Come può la decisione della Fed influenzare il prezzo dell’oro?
Indicazioni di tassi più alti possono penalizzare l’oro, perché rendono più interessanti gli strumenti che pagano interessi (come obbligazioni e depositi). Un orientamento più morbido sui tassi può sostenere l’oro, soprattutto se il dollaro USA si indebolisce.
Perché i trader seguono l’inflazione PCE?
Il PCE misura l’andamento dei prezzi pagati dai consumatori ed è un indicatore usato dalla Fed per orientare la politica monetaria. Un dato più alto delle attese può ridurre lo spazio per tagli dei tassi o rafforzare le aspettative di ulteriori rialzi.
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