Settimana in arrivo: i mercati ricalibrano le valutazioni dopo il rialzo dei tassi, mentre USD, oro e azioni affrontano test cruciali

by VT Markets
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Sep 21, 2026

Panoramica

  • Il 16 settembre la Federal Reserve ha alzato l’intervallo obiettivo dei federal funds di 25 punti base (0,25 punti percentuali) al 3,75%–4,00%, con voto favorevole di tutti i 12 membri con diritto di voto.
  • Le proiezioni della Fed indicano ulteriori rialzi. La stima mediana del tasso dei federal funds a fine 2026 è al 4,1%; 16 partecipanti su 18 vedono il tasso di fine anno sopra il livello medio attuale.
  • L’energia resta un rischio chiave per l’inflazione: i timori su possibili interruzioni dell’offerta di petrolio in Medio Oriente restano al centro dell’attenzione.
  • Il mercato guarda ora ai PMI “flash” USA, alle nuove richieste di sussidi di disoccupazione, alla decisione sui tassi della BNS (Banca nazionale svizzera) e agli ordini di beni durevoli per capire la forza di crescita ed occupazione.

Settembre cambia il percorso dei tassi

Il 16 settembre il Federal Open Market Committee (il comitato della Fed che decide la politica monetaria) ha alzato l’intervallo obiettivo di 25 punti base al 3,75%–4,00%. Il voto 12-0 ha segnato il primo rialzo dei tassi USA in oltre tre anni, dopo un ritorno di pressioni sui prezzi e un aumento dei costi energetici.

Il Summary of Economic Projections (il documento trimestrale con le stime della Fed su crescita, inflazione e tassi) indica un tasso mediano dei federal funds al 4,1% a fine 2026. Su 18 partecipanti, 16 collocano la previsione di fine anno al 4,125% o 4,375%, quindi sopra il livello medio attuale (3,875%).

Il quadro suggerisce una linea prudente: rialzi ancora possibili nel 2026 e un possibile taglio dei tassi nel 2027. Per chi opera sui mercati, capire come si muovono le aspettative sui tassi aiuta a leggere l’impatto delle indicazioni della Fed sul resto degli asset.

Un ulteriore rialzo resta possibile se l’inflazione non scende e crescita ed occupazione reggono a condizioni finanziarie più restrittive (credito e finanziamenti più cari).

L’energia resta legata alle prospettive d’inflazione

Il petrolio continua a complicare il quadro. Il conflitto in Medio Oriente ha mantenuto elevati i prezzi del greggio (petrolio non raffinato), con rischi di interruzioni delle rotte di fornitura.

Costi energetici alti si trasferiscono a trasporti, produzione e prezzi al consumo. Così le aspettative d’inflazione restano elevate anche se altre pressioni sui prezzi si attenuano. Per la prossima decisione della Fed, il greggio diventa quindi un indicatore importante insieme all’inflazione PCE (spesa per consumi personali, la misura preferita dalla Fed) e ai dati sul lavoro.

Casa Bianca e Fed su traiettorie diverse

Negli Stati Uniti emergono visioni diverse: Casa Bianca e banca centrale guardano a obiettivi e tempi differenti.

Il presidente Donald Trump ha ribadito la preferenza per tassi USA all’1% o meno. La Fed, invece, ha alzato i tassi a settembre, puntando a riportare l’inflazione verso il 2%.

Le condizioni economiche hanno probabilmente spinto Warsh verso una scelta in contrasto con le preferenze della Casa Bianca. Inflazione persistente, attività economica resistente e crescenti timori sul mercato obbligazionario (titoli di Stato e altri bond) restano elementi critici. Prima della riunione, i mercati si erano già posizionati su un rialzo e diversi analisti avevano avvertito che non intervenire avrebbe potuto indebolire la fiducia nell’impegno della Fed per la stabilità dei prezzi.

I mercati prezzano gli effetti indiretti

Il dollaro si è rafforzato dopo la decisione. Lunedì il Dollar Index (DXY, indice che misura il dollaro contro un paniere di valute) era intorno a 100,23. Anche i rendimenti dei Treasury a due anni (titoli di Stato USA) sono saliti al 4,76%, mentre gli operatori si adattavano a una Fed più restrittiva.

Le variazioni dei rendimenti dei Treasury si trasmettono rapidamente a valute e metalli preziosi. Per questo resta centrale il legame tra rendimenti USA e oro.

L’oro è sceso subito dopo il rialzo dei tassi, ma poi ha recuperato con il raffreddamento di petrolio e dollaro. L’oro spot (prezzo “a pronti”, per consegna immediata) è arrivato a 4.390,11 dollari venerdì, registrando il primo rialzo settimanale in quattro settimane.

Settimana più mista per le Borse USA. L’S&P 500 (indice azionario delle principali 500 società USA) ha chiuso venerdì a 7.650,50, in calo dello 0,1% sulla settimana. Il Nasdaq (indice a forte presenza tecnologica) ha guadagnato lo 0,7%, mentre il Dow Jones (indice di grandi industriali) ha perso l’1,7%.

Torna al centro la crescita

Il prossimo dato d’inflazione di rilievo negli USA è atteso il 30 settembre, quando il Bureau of Economic Analysis pubblicherà redditi e spese personali di agosto, inclusi gli indici dei prezzi PCE. Il PCE misura come cambiano i prezzi di beni e servizi acquistati dai consumatori ed è l’indicatore d’inflazione preferito dalla Federal Reserve.

Il PMI manifatturiero “flash” USA (indice rapido basato su sondaggi tra le aziende: sopra 50 indica espansione, sotto 50 contrazione) è atteso a 53,4 da 53,9. Il PMI servizi “flash” è visto a 56,0 dopo 56,5. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono stimate a 201 mila dopo 196 mila. Un dato vicino a 200 mila indicherebbe un mercato del lavoro ancora coerente con la lettura della Fed.

Simboli chiave da monitorare

USDX | EURUSD | GBPUSD | USDJPY | GOLD

Eventi in arrivo

DataValutaEventoStimaPrecedenteCommento
23 Sep 2026USDPMI manifatturiero flash53.453.9Un dato sopra 50 segnala espansione. Se fosse più alto delle attese, potrebbe sostenere rendimenti USA e dollaro.
23 Sep 2026USDPMI servizi flash5656.5I servizi restano la parte più solida dell’economia USA. Un’attività stabile può rafforzare le attese di una Fed più restrittiva.
24 Sep 2026CHFTasso di riferimento BNS0.00%0.00%È attesa una conferma. Le indicazioni su inflazione e franco svizzero potrebbero aumentare la volatilità del CHF (movimenti di prezzo più ampi).
24 Sep 2026USDRichieste di sussidi di disoccupazione201K196KUn altro dato solido rafforzerebbe l’idea che il mercato del lavoro regga tassi più alti.
25 Sep 2026USDOrdini di beni durevoli m/m-0.30%1.10%Un dato migliore potrebbe sostenere le attese di crescita e i rendimenti dei Treasury.

Movimenti chiave della settimana

USDX

  • L’USDX ha testato per la seconda volta l’area 100,00 e poi è sceso. Serve però una conferma dai prezzi.
  • Se scende, area da osservare: 99,40.
  • Se invece consolida (si muove in un intervallo stretto) a 100,00 e poi sale, cercare segnali di indebolimento sopra 100,31 o in area 100,80.

EURUSD

  • EURUSD è ancora in area 1,1490.
  • Se risale dai livelli attuali, osservare 1,1530. Un consolidamento potrebbe aprire spazio a ulteriori rialzi.
  • Se scende, cercare segnali di rimbalzo in area 1,1390.

GBPUSD

  • GBPUSD è risalito dall’area 1,3350, ma serve conferma dai prezzi.
  • Se scende, cercare segnali di rimbalzo in area 1,3290.

USDJPY

  • Per scendere da 156,00 serviva più pressione ribassista.
  • Se USDJPY scende, cercare segnali di rimbalzo in area 155,85.
  • Se sale, cercare segnali di indebolimento in area 158,75.

GOLD

  • Se l’oro sale, monitorare la reazione dei prezzi dopo il superamento di 4.403, 4.434 o 4.510.
  • Se supera 4.510, cercare segnali di indebolimento in area 4.600.

Conclusioni

La Fed ha spostato il focus del mercato: non più “se” tornerà una fase restrittiva, ma “fin dove” potrà arrivare. L’intervallo 3,75%–4,00%, la stima mediana al 4,1% e la pressione dell’energia sostengono dollaro e rendimenti dei Treasury grazie ad attese di tassi più alti. Allo stesso tempo, oro e azioni mostrano reazioni non lineari. I PMI flash, le richieste di sussidi, la decisione della BNS e i beni durevoli aiuteranno a capire se la crescita resta abbastanza forte da giustificare un nuovo rialzo.

FAQ

Perché la Federal Reserve ha alzato i tassi a settembre 2026?

La Federal Reserve ha alzato l’intervallo obiettivo dei federal funds di 25 punti base al 3,75%–4,00% perché l’inflazione restava sopra l’obiettivo e l’economia teneva. I decisori hanno anche lasciato aperta la possibilità di nuovi rialzi se le pressioni sui prezzi dovessero continuare.

La Fed potrebbe alzare di nuovo i tassi nel 2026?

Sì. Le proiezioni di settembre indicano che ulteriori rialzi sono possibili entro fine anno. Inflazione, mercato del lavoro e dati di crescita saranno determinanti per la prossima decisione.

Come possono tassi più alti influenzare il dollaro USA?

Tassi USA più alti possono sostenere il dollaro perché aumentano l’attrattiva degli investimenti denominati in dollari (titoli e strumenti finanziari che pagano interessi in USD).

Quali sono i principali rischi per le azioni USA?

Rendimenti dei Treasury più alti sono un freno per i comparti più sensibili ai tassi (settori che soffrono quando il costo del denaro sale). Inoltre, dati di crescita molto forti possono rafforzare le attese di nuovi rialzi della Fed.

Quali eventi economici dovrebbero seguire gli operatori questa settimana?

Tra gli eventi principali: PMI flash manifatturiero e servizi USA, nuove richieste di sussidi di disoccupazione, decisione della BNS e ordini di beni durevoli USA. Questi dati possono spostare le aspettative su crescita, inflazione e prossime mosse delle banche centrali.

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