USD/JPY è rimasto sostanzialmente invariato martedì, con lo yen che si è mantenuto sopra 159,00 dopo che il cross ha recuperato gran parte del ribasso legato all’intervento, che aveva brevemente rafforzato la valuta giapponese. L’azione dei prezzi riflette un rinnovato vigore del dollaro USA e l’aumento dei prezzi del petrolio. Sui grafici, la coppia scambiava a 159,24 ed è rimasta sopra la SMA a 20 periodi a 158,63, mentre l’RSI si attestava intorno a 61. Un supporto vicino è stato individuato a 159,14 e 158,95, con un ulteriore livello a 158,81, mentre le resistenze erano viste a 159,40 e sulla SMA a 100 periodi a 160,83.
Anche la geopolitica è rimasta al centro dell’attenzione dopo che il capo della sicurezza iraniano, Mohsen Rezai, ha delineato condizioni che, a suo dire, sarebbero state trasmesse agli Stati Uniti tramite intermediari, tra cui la fine della guerra e lo sblocco di fondi iraniani congelati. Ha inoltre affermato che qualsiasi intesa Iran–Oman sulle spedizioni nello Stretto di Hormuz sarebbe separata dalla questione dell’eventuale chiusura dello stretto. L’attenzione si sposta ora sulla pubblicazione di mercoledì dell’indice CPI USA, con l’inflazione di luglio attesa in calo rispetto a giugno: un contesto che potrebbe influenzare le attese di mercato sui rialzi dei tassi della Fed.
Strategie rialziste di breve periodo su USD/JPY e outlook tecnico
Consigliamo ai trader in derivati di posizionarsi per una prosecuzione della forza di breve periodo di USD/JPY, poiché l’impatto dei recenti interventi del governo giapponese tende ad attenuarsi rapidamente. I dati storici della maxi-operazione di intervento da 9,8 trilioni di yen del Giappone nel 2024 dimostrano che gli ingressi ufficiali sul mercato raramente invertono in modo permanente i trend macroeconomici di lungo periodo. Con il cross saldamente sopra il supporto tecnico a 158,63, raccomandiamo l’utilizzo di opzioni call di breve durata con target sull’area 160,83.
Geopolitica, petrolio e considerazioni sul rischio evento
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno alimentando questo trend rialzista, poiché le richieste aggressive dell’Iran agli Stati Uniti minacciano di compromettere i corridoi energetici. Prezzi del greggio più elevati storicamente pesano sull’economia giapponese, importatrice netta, ampliando il deficit commerciale e indebolendo ulteriormente lo yen. Suggeriamo di utilizzare opzioni barrier per proteggersi da improvvisi picchi di volatilità, mantenendo al contempo l’esposizione a questo più ampio momentum rialzista.
Il principale catalizzatore di mercato è la pubblicazione di mercoledì del CPI USA, con l’inflazione headline attesa in lieve raffreddamento al 2,9%. Sebbene un dato più morbido possa temporaneamente ridimensionare le aspettative sui tassi della Federal Reserve, un eventuale arretramento del dollaro USA è verosimilmente destinato a essere di breve durata. Riteniamo che i trader in derivati dovrebbero sfruttare qualsiasi flessione improvvisa aprendo posizioni lunghe su USD/JPY in prossimità del cluster di supporti chiave a 159,14.
Per trarre vantaggio da questi fattori convergenti, privilegiamo l’utilizzo di bull call spread per limitare il rischio e catturare il potenziale rialzo verso 160,00. La volatilità implicita sulle opzioni USD/JPY resta relativamente stabile, rendendo interessante l’acquisto di premio in vista della cruciale pubblicazione sull’inflazione. È essenziale monitorare da vicino lo Stretto di Hormuz, poiché qualsiasi interruzione fisica delle spedizioni altererebbe immediatamente le dinamiche del rischio globale.
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