Williams avverte che il ritorno della Fed a un’inflazione del 2% potrebbe slittare al 2028, prolungando lo scenario di tassi elevati

by VT Markets
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Jun 26, 2026

Il presidente della Federal Reserve di New York, John Williams, ha dichiarato che la politica monetaria è “ben posizionata” per le condizioni attuali, ma ha avvertito che l’inflazione potrebbe impiegare più tempo del previsto per tornare all’obiettivo del 2% della Federal Reserve. Nel testo di un discorso diffuso giovedì, ha posticipato dal 2027 al 2028 la tempistica prevista per il ritorno al 2%, pur definendo “imperativo” ripristinare la stabilità dei prezzi. Williams prevede che l’inflazione rallenti a circa il 3,5% quest’anno, con pressioni sui prezzi in attenuazione solo graduale successivamente.

Ha affermato che l’economia statunitense è rimasta resiliente agli effetti economici della guerra in Medio Oriente e ha sostenuto che, se le perturbazioni legate al conflitto si risolvessero presto, potrebbero ridurre parte delle pressioni inflazionistiche. Williams si attende una crescita di circa il 2,25% e vede la disoccupazione scendere al 4% nel 2028. Ha inoltre detto che le operazioni di standing repo restano uno strumento chiave per contenere le pressioni sui tassi d’interesse, aggiungendo che la Fed adeguerà, se necessario, gli acquisti per la gestione delle riserve. Il punteggio FXS Speech Tracker è stato pari a 6/10 rispetto a un livello base di 5,7/10, mentre l’FXS Fed Sentiment Index è rimasto invariato a 121,05.

La Federal Reserve prevede tassi elevati più a lungo

Riteniamo che la Federal Reserve stia segnalando un periodo più lungo di tassi d’interesse elevati. Con l’obiettivo di inflazione al 2% ora posticipato al 2028, la probabilità di tagli dei tassi nel breve termine si è ridotta in modo significativo. Questa impostazione restrittiva rafforza l’idea che la Fed sia disposta a tollerare un’economia forte pur di assicurarsi che l’inflazione venga sconfitta.

Questa lettura è supportata dagli ultimi dati macro. Il rapporto CPI di maggio 2026 ha mostrato un’inflazione core ostinatamente al 3,6%, mentre il report sul lavoro ha aggiunto un solido +215.000 occupati. Questi numeri lasciano alla Fed pochi motivi per considerare un allentamento della politica monetaria.

Implicazioni di mercato e strategie di trading

Per i trader di opzioni, ciò suggerisce una strategia di vendita di volatilità sui future dei tassi d’interesse, poiché il percorso della Fed appare per ora sostanzialmente definito. Ci aspettiamo una fase di negoziazione in range, ma gli operatori dovrebbero restare cauti rispetto a possibili picchi di volatilità in prossimità delle principali pubblicazioni su inflazione e mercato del lavoro. L’elevato “carry” derivante da tassi a breve elevati rende le opzioni a scadenza breve particolarmente costose.

Di conseguenza, ci posizioniamo per una prosecuzione della forza del dollaro USA contro valute con banche centrali più dovish. Questo contesto richiama il periodo 2023-2024, quando le scommesse contro un dollaro forte sono state ripetutamente smentite. Anche le posizioni in derivati che beneficiano di una curva dei rendimenti piatta o invertita appaiono interessanti.

Il mercato si sta ora adeguando a questa realtà, con i future sui Fed Funds che riflettono questi commenti di impronta hawkish. Il CME FedWatch Tool indica ora una probabilità inferiore al 20% di un taglio dei tassi prima della fine del 2026. Riteniamo che questa riprezzatura continuerà a mettere sotto pressione gli asset sensibili ai tassi d’interesse di lungo periodo.

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