Un dato sui payroll statunitensi di settembre più debole e una crescita salariale più contenuta hanno raffreddato le aspettative di una mossa imminente della Federal Reserve e spostato l’attenzione sul CPI di settembre, atteso il 14 ottobre. Il report sull’occupazione ha suggerito che il mercato del lavoro stava perdendo slancio dopo il temporaneo rimbalzo delle buste paga non agricole di agosto, spingendo i mercati a riconsiderare il percorso di policy in vista della riunione del FOMC di ottobre.
Secondo Bloomberg WIRP, al 5 ottobre la probabilità implicita di un rialzo dei tassi in ottobre è scesa sotto il 20%, dal 64% del 25 settembre, mentre i mercati continuavano a prezzare pienamente un rialzo entro fine 2026. L’analisi ha escluso un irrigidimento consecutivo in ottobre, data la vicinanza della riunione alle elezioni di midterm del 3 novembre. Ha comunque stimato due ulteriori rialzi, uno a dicembre 2026 e un altro nel 1° trimestre 2027, seguiti da una pausa per il resto del 2027.
Prospettive di breve periodo sul dollaro e strategie di trading
Il sorprendentemente debole report sui payroll di settembre ha modificato in modo sostanziale le prospettive di breve periodo per il dollaro USA. Con la probabilità di un rialzo dei tassi in ottobre crollata dal 64% a meno del 20%, suggeriamo ai trader su derivati di ridurre l’esposizione lunga sul biglietto verde. Concentrarsi sui futures sui tassi di interesse a breve o vendere i rimbalzi del dollaro USA contro le principali divise più forti potrebbe offrire, nelle prossime settimane, un miglior rapporto rischio/rendimento.
Storicamente, analoghi cali bruschi delle attese di rialzo dei tassi hanno portato a un temporaneo raffreddamento dei rendimenti dei Treasury e a un rally di sollievo di breve periodo sull’azionario. Guardando a cambiamenti macro simili, la volatilità implicita tende ad aumentare nettamente nei giorni che precedono i principali dati sull’inflazione. Consigliamo di utilizzare strategie in opzioni come gli straddle per sfruttare le oscillazioni attese senza assumere un rischio direzionale netto.
Principali dati in uscita e posizionamento sul dollaro nel lungo periodo
La prova decisiva per questa narrativa di “soft landing” sarà la pubblicazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) di settembre il 14 ottobre. Se l’inflazione headline dovesse risultare inferiore al 2,4% annuo atteso, è probabile che ciò consolidi una pausa in ottobre e aumenti ulteriormente la pressione sul dollaro. Suggeriamo di posizionarsi per un incremento della volatilità di mercato man mano che si avvicina questo dato cruciale.
Guardando oltre, continuiamo ad attenderci che la banca centrale riprenda l’inasprimento con rialzi dei tassi a dicembre e a inizio 2027. Di conseguenza, l’eventuale debolezza di breve del dollaro USA dovrebbe essere interpretata come una correzione temporanea, più che come un’inversione di trend di lungo periodo. I trader su derivati possono sfruttare questa flessione per costruire posizioni rialziste sul dollaro con un orizzonte più lungo, in vista delle riunioni di policy invernali.
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