Al Forum della BCE a Sintra, il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha sfruttato la sua prima apparizione fuori dagli Stati Uniti da quando ha assunto l’incarico per ribadire un cambio di rotta nella comunicazione della Fed: niente forward guidance, maggiore enfasi sulla stabilità dei prezzi e una revisione più ampia del quadro di politica monetaria, già delineata dopo la riunione di giugno del Federal Open Market Committee. Warsh ha rifiutato di discutere il futuro percorso dei tassi d’interesse, sostenendo che la Fed non dovrebbe orientare i mercati verso esiti prestabiliti e che, invece, dovrebbero essere i dati in arrivo a plasmare le aspettative in vista della riunione di luglio. Warsh ha inoltre riaffermato l’obiettivo di inflazione, affermando che i prezzi sono “troppo alti” e che la Fed non accetterà un’inflazione sopra il target del 2%, pur riconoscendo che aspettative e rischi d’inflazione si sono attenuati.
Warsh ha portato ulteriormente l’intelligenza artificiale nel dibattito di policy, definendo la fase attuale “il primo o il secondo inning” e collegandola a nuove task force, inclusa una squadra che studia produttività e occupazione, che nel tempo potrebbero influenzare le stime di crescita potenziale e del tasso neutrale. Sul fronte delle riforme istituzionali, ha detto che la Fed “traccerà una nuova rotta” e che i leader delle task force potrebbero essere nominati già dalla prossima settimana, aggiungendo che la politica di bilancio (balance sheet) dovrebbe restare secondaria rispetto ai tassi perché “sconfina nella politica fiscale”. La reazione del mercato è stata contenuta: il Fed Sentiment Index di FXStreet è rimasto praticamente invariato e FXS SpeechTracker ha valutato gli interventi 5,6 su 10, in linea con un’impostazione moderatamente hawkish.
Trading in un mercato guidato dai dati
La Federal Reserve ha chiarito che non fornirà più segnali sulle future mosse di politica monetaria, cambiando in modo sostanziale il nostro approccio al trading. Dobbiamo ora posizionarci per un mercato guidato dai dati in arrivo, piuttosto che dalle indicazioni della banca centrale. Ciò significa che ogni grande pubblicazione macroeconomica è ora potenzialmente un evento ad alta volatilità.
In questo contesto, riteniamo più interessanti le strategie in derivati che beneficiano di oscillazioni dei prezzi più ampie. Il VIX, misura della volatilità attesa del mercato, è attualmente vicino a 18, ma ci aspettiamo impennate marcate attorno agli annunci dei dati chiave nelle prossime settimane. Detenere opzioni per negoziare questi picchi di volatilità, soprattutto in prossimità dei report sull’inflazione, dovrebbe essere una componente centrale della nostra strategia.
L’impostazione hawkish della Fed è giustificata da un’inflazione che resta ostinatamente sopra il target. L’ultima lettura del Core PCE di maggio si è attestata al 2,8%: pur in calo rispetto ai massimi precedenti, non è abbastanza bassa da segnalare un cambio di policy. Ci aspettiamo che il mercato reagisca con forza a eventuali sorprese al rialzo nel prossimo report CPI, prezzando una probabilità più alta di un ulteriore rialzo dei tassi.
Nel frattempo, il mercato del lavoro offre alla Fed copertura per mantenere una politica restrittiva. Lo scorso mese l’economia ha creato un solido +190.000 posti di lavoro e il tasso di disoccupazione resta stabile su un basso 3,9%. In assenza di un bisogno urgente di sostenere l’occupazione, la Fed può rimanere concentrata esclusivamente sul riportare l’inflazione al 2%.
Opportunità e prospettive nel cambio di rotta della Fed
Questa realtà data-dependent produrrà movimenti significativi nei futures sui tassi d’interesse. Il mercato sarà rapido nel riprezzare le probabilità di una mossa sui tassi dopo ogni dato, con forti oscillazioni dei rendimenti dei Treasury a breve scadenza. Vediamo opportunità nel trading di opzioni su contratti futures per capitalizzare questa reattività senza assumere un rischio direzionale diretto.
L’attenzione della nuova leadership della Fed all’Intelligenza Artificiale come driver di produttività di lungo periodo è uno sviluppo interessante, ma non un trade immediato. Suggerisce un potenziale cambio di come la Fed possa valutare, più avanti, la crescita di lungo periodo e il tasso neutrale d’interesse. Per ora, tuttavia, nelle prossime settimane la nostra attenzione resta saldamente concentrata sui dati di breve su inflazione e occupazione.
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