Le azioni statunitensi hanno segnato nuovi record giovedì dopo due letture dell’inflazione più morbide che hanno spinto l’S&P 500 oltre 7.800, ma i dati di venerdì hanno indicato che la fonte è la debolezza della domanda. Le vendite al dettaglio di luglio sono scese dello 0,6% contro un consenso per un rialzo dello 0,1%, e la lettura preliminare di agosto della fiducia dei consumatori è arrivata a 51 contro 54,5 atteso. Il Dow Jones Industrial Average ha aperto vicino a 53.900, massimo intraday, senza riuscire a riconquistare quel livello, mentre i trader hanno rivalutato se la disinflazione stia arrivando tramite un rallentamento dei consumi.
Il rallentamento è stato ampio: le vendite al netto delle auto sono scese dello 0,3% contro un consensus per un +0,2%, mentre il gruppo di controllo del PIL (GDP control group) è calato dello 0,4% dopo un aumento dello 0,4% il mese precedente. Anche la fiducia è diminuita rispetto a 55,2 di luglio, con le aspettative a 50,6 contro 55,4, nonostante le attese d’inflazione a un anno siano salite lievemente al 4,3% dal 4,2%. Il rendimento del Treasury biennale è sceso brevemente sotto il 4,10%, al minimo dal 30 giugno, mentre i rendimenti a 10 e 30 anni sono risultati marginalmente più alti. Sul fronte energia, l’IEA ha citato 8,3 milioni di barili/giorno di produzione del Golfo ancora ferma e un’offerta globale inferiore di 6,3 milioni di barili/giorno rispetto a un anno fa, con scorte di greggio USA sotto 300 milioni di barili; il Brent trattava vicino a 87,00 dollari e il WTI attorno a 81,50 dollari. La prossima settimana sono attesi i risultati di HD e WMT, avvii e permessi di costruzione rispetto ai precedenti 1,427 milioni e 1,374 milioni, una media a quattro settimane dell’occupazione privata a 8,25K contro 15K un mese prima, i verbali del FOMC alle 18:00 GMT e i valori precedenti dei PMI pari a 53,9 manifatturiero e 54,6 servizi. I livelli tecnici citati indicavano resistenze a 53.800, 53.900, 54.100 e poco sotto 54.750, con Stoch RSI vicino a 76; supporti a 53.700, 53.500, 53.200 e una EMA a 50 giorni vicino a 52.400, con bias ribassista finché 53.800 fa da tetto e invalidazione con una chiusura giornaliera sopra 53.900.
Prepararsi a una svolta al ribasso mentre emerge la debolezza dei consumatori
Dovremmo prepararci a una svolta al ribasso nelle prossime settimane, mentre il mercato si confronta con un improvviso calo della domanda dei consumatori. Sebbene il raffreddamento dell’inflazione abbia recentemente spinto l’S&P 500 oltre 7.800, il sorprendente calo dello 0,6% delle vendite al dettaglio di luglio mostra che questo sollievo arriva a un costo elevato per la crescita economica. Con il Dow Jones che fatica a tornare sul massimo di 53.900, raccomandiamo ai trader di derivati di virare verso un’impostazione difensiva e ribassista.
Il crollo della fiducia dei consumatori a 51, insieme all’aumento delle aspettative d’inflazione a un anno al 4,3%, segnala rischi di tipo stagflazionistico che non sono ancora prezzati nelle opzioni. Possiamo sfruttare una volatilità implicita relativamente economica acquistando opzioni put near-the-money sui principali indici per coprirci da un ritracciamento più ampio. Storicamente, cali bruschi simili della fiducia dei consumatori hanno portato a una correzione del 5%-8% dei mercati azionari nel mese successivo.
Il mercato obbligazionario sta già reagendo, con il rendimento del Treasury a due anni sotto il 4,10% mentre i trader scontano minori probabilità di futuri rialzi dei tassi. Ci aspettiamo che la curva dei rendimenti continui a irrigidirsi (steepening) perché la Federal Reserve probabilmente sarà costretta a fare una pausa a causa della domanda debole prima che l’inflazione sia completamente sconfitta. I trader dovrebbero considerare strategie di steepener sulla curva, come acquistare futures sui Treasury a breve termine e vendere allo scoperto obbligazioni a lungo termine.
I derivati sull’energia offrono un’altra opportunità ad alto rapporto rischio/rendimento, soprattutto con il WTI intorno a 81,50 dollari e il Brent a 87,00 dollari. Le scorte commerciali USA di greggio sono crollate sotto 300 milioni di barili per la prima volta in quarant’anni, rendendo il mercato altamente vulnerabile a improvvisi shock di offerta. Suggeriamo di utilizzare opzioni call sul greggio per beneficiare di potenziali impennate dei prezzi se dovessero intensificarsi le tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz.
Dati chiave da monitorare e strategia di esecuzione operativa
Le prossime settimane metteranno alla prova questa view ribassista con risultati chiave di Walmart e Home Depot, insieme agli ultimi verbali del FOMC e ai PMI. Se gli utili del retail confermeranno che i consumatori stanno tirando i remi in barca, ci aspettiamo che il mercato rompa rapidamente livelli di supporto chiave. Monitoreremo attentamente queste pubblicazioni per temporizzare gli ingressi short.
Sul piano esecutivo, dovremmo mantenere un bias ribassista finché il Dow resterà contenuto sotto la zona di resistenza 53.800-53.900. I nostri obiettivi immediati al ribasso sono 53.500, seguiti da un test più profondo del supporto a 53.200. Qualsiasi chiusura giornaliera sopra 53.900 invaliderebbe questa tesi, segnalando che dovremmo tagliare rapidamente le posizioni short.
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