L’economia del Vietnam ha accelerato nel terzo trimestre, con il PIL in aumento del 10,0% su base annua rispetto al consenso Bloomberg dell’8,7%, in rialzo dall’8,8% del secondo trimestre dopo la revisione di quel dato dall’8,4%. Si tratta del ritmo più rapido dalla pandemia e porta la crescita da inizio anno all’8,9%. Per centrare l’obiettivo governativo del 10% sull’intero anno, nel quarto trimestre sarebbe necessaria un’espansione del 12,5%, che implicherebbe un’ulteriore accelerazione insolitamente marcata anche se lo slancio dovesse restare solido.
La crescita è stata diffusa, ma guidata da investimenti e industria, poiché l’aumento della capacità produttiva continua insieme alla diversificazione delle catene di fornitura lontano dalla Cina. Industria e costruzioni sono cresciute del 12,5% a/a, mentre i servizi sono saliti del 9,5%; la manifattura è avanzata dell’11,4% rispetto al 10,8% del secondo trimestre e ha contribuito per 2,8 punti percentuali alla crescita complessiva, mentre le costruzioni sono balzate del 12,2% dall’8,9% grazie alla tenuta degli investimenti esteri. Le pressioni inflazionistiche, tuttavia, stanno aumentando: a settembre l’indice dei prezzi al consumo (CPI) è cresciuto del 5,1%, sopra l’obiettivo medio del 4,5%, mentre l’aumento dei prezzi del petrolio e la rapida crescita del credito limitano i margini della SBV per ulteriore supporto monetario.
Crescita economica rapida e relative sfide
Stiamo osservando un’espansione economica molto robusta in Vietnam, ma questa crescita rapida comporta sfide rilevanti che i trader di derivati devono saper gestire. Con il PIL del terzo trimestre in aumento del 10,0% a/a, i settori manifatturiero e delle costruzioni stanno prosperando mentre le catene globali di fornitura continuano a riallocarsi. Tuttavia, questa forte crescita ha spinto l’inflazione di settembre al 5,1%, ben al di sopra del target governativo del 4,5%.
Implicazioni per i trader di derivati e gestione del rischio
In qualità di trader su derivati, dovremmo prepararci a una maggiore volatilità sui futures sugli indici azionari vietnamiti e sui derivati valutari nelle prossime settimane. La State Bank of Vietnam è ora fortemente vincolata, poiché la rapida crescita del credito e l’aumento dei prezzi globali del petrolio riducono quasi a zero lo spazio per ulteriori tagli dei tassi. Ci aspettiamo che il dong vietnamita (VND) affronti una pressione al rialzo, rendendo i futures valutari di breve termine un’opzione interessante per chi intende coprirsi o speculare su un irrigidimento delle condizioni monetarie.
Storicamente, quando l’inflazione nei mercati emergenti supera i target delle banche centrali durante fasi di forte crescita, i mercati azionari locali registrano repricing bruschi. Suggeriamo di considerare contratti di opzione su indici più ampi del Sud-Est asiatico per coprirsi da potenziali rischi al ribasso qualora la banca centrale fosse costretta ad alzare i tassi. Il dimensionamento delle posizioni dovrebbe restare prudente perché l’escalation delle tensioni in Medio Oriente potrebbe rapidamente spingere al rialzo i prezzi del greggio, accelerando ulteriormente l’inflazione importata per il Vietnam.
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