I verbali della riunione della Bank of Canada del 15 luglio, pubblicati poco prima della decisione della Federal Reserve, descrivono un incontro tenutosi tra il 7 e il 15 luglio in cui i decisori hanno ipotizzato un rallentamento dell’inflazione verso circa il 2,5% nella seconda metà dell’anno, subordinato a prezzi del greggio più bassi, mantenendo al contempo i tassi al 2,25%. È stato concordato di “guardare oltre” gli effetti diretti dei prezzi dell’energia, ma di intervenire qualora emergessero pressioni di secondo round: un’impostazione delineata prima che il Brent crollasse del 16% in tre sedute, il movimento più brusco dal 2020, per poi rimbalzare di oltre il 4% mercoledì. USD/CAD è rimasto pressoché invariato, muovendosi in una banda di circa 30 pip appena sotto 1,4100, mentre l’assunzione della Banca su un tasso di cambio attorno a 0,71 dollari USA per dollaro canadese era già stata raggiunta sul mercato spot.
I verbali evidenziano due rischi chiave: un’inflazione più elevata legata alla guerra e una crescita più debole derivante dalla politica commerciale statunitense; cinque giorni dopo la decisione, Washington ha imposto dazi del 50% su vari beni canadesi. La Banca ha descritto un’economia in crescita zero dal primo trimestre 2025 al primo trimestre 2026 e un tasso di disoccupazione al 6,5%, attribuendo la debolezza del dollaro canadese all’ampliamento del differenziale di rendimento tra Stati Uniti e Canada. Da allora, l’inflazione di giugno è scesa al 2,8% e le misure core sono calate ai minimi da oltre cinque anni, mentre l’attenzione si è spostata sull’annuncio della Fed delle 18:00 GMT e sulla pubblicazione del PIL canadese di maggio, per il quale una stima preliminare di inizio giugno indicava una crescita dello 0,1%. Tra i riferimenti tecnici citati figurano resistenze a 1,4150 e 1,4250, con supporto sulla EMA a 50 giorni in area 1,4050, poi 1,4000 e la EMA a 200 giorni appena sotto 1,3900; lo Stochastic RSI giornaliero era vicino a 21.
Prospettive di trading direzionale in un contesto di divergenza di politica monetaria
Con la decisione di politica monetaria della Federal Reserve in calendario oggi, suggeriamo ai trader di derivati di posizionarsi per un Dollaro USA più forte rispetto al Dollaro canadese nelle prossime settimane. La coppia USD/CAD sta attualmente oscillando appena sotto il livello cruciale di 1,4100, in consolidamento stretto e pronta a un breakout. Considerato che i futures USA continuano a prezzare una coda hawkish, qualsiasi sorpresa al rialzo da parte della Fed potrebbe innescare una rapida spinta oltre le resistenze di breve periodo.
Occorre concentrarsi sull’ampliamento del differenziale di rendimento tra i titoli di Stato USA e canadesi, che storicamente rappresenta il principale driver di questo cambio. Quando lo spread sul biennale ha superato i 100 punti base nei cicli di mercato passati, ha costantemente spinto USD/CAD verso massimi pluriennali. Con l’inflazione core canadese in raffreddamento al 2,8% e i rendimenti domestici in stallo, il percorso di minor resistenza per questo spread è un ulteriore ampliamento.
Gestione del rischio e raccomandazioni operative
I trader di derivati dovrebbero inoltre coprirsi dai rischi ribassisti immediati per l’economia canadese, in particolare a fronte dei nuovi dazi statunitensi del 50% sulle merci canadesi. Questo shock commerciale, combinato con il recente tonfo del Brent del 16% in tre sedute, limita in modo significativo la capacità della Bank of Canada di alzare i tassi dall’attuale pavimento del 2,25%. Ci attendiamo che questi venti contrari sulla crescita, che si sommano tra loro, mantengano il Dollaro canadese fortemente depresso in prossimità della soglia dei 71 centesimi di dollaro USA.
Raccomandiamo l’acquisto di opzioni call USD/CAD a breve scadenza per cogliere un potenziale movimento verso i massimi da inizio anno in area 1,4250. La media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni, poco sotto 1,4050, ha offerto un supporto affidabile per tutto il mese e rappresenta il nostro livello di invalidazione per le strutture rialziste. Mantenere strategie long volatility o call spread consente di sfruttare questa divergenza di politica monetaria, proteggendo al contempo da improvvise oscillazioni del mercato petrolifero.
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