USDJPY è sceso di oltre 700 pip dopo aver completato un recupero correttivo secondo Elliott Wave: il grafico del 18.08.2026 mostra un rimbalzo contro‑trend in tre onde, etichettato onda ((X)), con conclusione nell’area 160,00–161,00. Il rimbalzo dai minimi di fine luglio è stato mappato come zigzag (A)‑(B)‑(C) in ((W)), mentre 164,056 è stato fissato come livello di invalidazione per la sequenza più ampia impostata al ribasso. L’impostazione prefigurava una nuova gamba discendente una volta che l’onda ((X)) si fosse conclusa al di sotto di tale soglia.
La conferma è arrivata nel grafico del 15.09.2026, quando USDJPY ha rotto al ribasso da 160,364 ed ha avviato una discesa impulsiva in cinque onde etichettata onda (A). Il movimento si è sviluppato attraverso le sotto‑onde da 1 a 5, con l’onda 3 a guidare la parte principale del sell‑off. Dopo una pausa d’onda 4 in area 157,00, l’onda 5 ha spinto i prezzi verso 152,50, completando l’onda (A).
Momentum ribassista e setup tecnico
Dopo il massiccio calo di 700 pip fino a 152,50, riteniamo che il momentum ribassista dominante sia saldamente impostato. Poiché questa discesa impulsiva in cinque onde probabilmente completa l’onda (A), i trader su derivati dovrebbero ora prepararsi a un rimbalzo correttivo temporaneo, noto come onda (B). Raccomandiamo di utilizzare eventuali rialzi di breve periodo verso la zona di resistenza 155,00–156,00 per costruire nuove posizioni short.
Fondamentali e implementazione operativa
Questa view ribassista è fortemente supportata dal restringimento del differenziale dei tassi tra Federal Reserve e Bank of Japan. I dati di mercato più recenti mostrano che il rendimento del Treasury USA decennale è sceso verso il 3,62%, mentre il rendimento del JGB decennale resta stabile vicino all’1,0% dopo gli aggiustamenti di politica monetaria più hawkish della Bank of Japan. Questo restringimento dello spread dei rendimenti storicamente innesca un forte unwinding del carry trade sullo yen, mantenendo una pressione ribassista di lungo periodo sul cross.
Per i trader in opzioni, suggeriamo l’acquisto di put out‑of‑the‑money con scadenza tra fine ottobre e novembre per intercettare la prossima gamba ribassista principale. La volatilità implicita su USDJPY si è attestata di recente intorno al 12%, rendendo i premi relativamente interessanti per chi intende speculare su un’ulteriore discesa verso 148,00. In alternativa, i trader su futures possono aprire posizioni short sui rimbalzi contro‑trend, collocando stop‑loss stretti appena sopra 157,00 per proteggere il capitale durante fasi di elevata volatilità.
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