USD/JPY è rimasto appena sotto i massimi da inizio anno, scambiando sotto 163,00, mentre uno shock negativo sui prezzi dell’energia ha pesato sullo yen. Il rialzo del Brent, legato alle tensioni tra Stati Uniti e Iran e alle minacce degli Houthi alla navigazione, ha mantenuto in primo piano i rischi sul fronte dell’offerta. Da quando il conflitto USA-Iran è iniziato a fine febbraio, solo la corona svedese e il franco svizzero si sono indeboliti più della valuta giapponese.
Il Giappone ha inoltre approvato il piano annuale di politica economica e fiscale, che non ha preso una decisione sulla sospensione dell’imposta sui consumi (sales tax) sui generi alimentari, con il governo che dovrebbe definire la misura entro l’inizio di agosto. In parallelo, l’ultima strategia di crescita ha fissato un obiettivo di investimenti domestici superiori a 370.000 miliardi di yen fino a marzo 2041, puntando a portare il PIL nominale a quasi 1.100.000 miliardi di yen. Il documento aggiunge che gli strumenti specifici di politica monetaria sono lasciati alla BoJ, pur invocando una politica “appropriata” che supporti “aumenti dei prezzi stabili”.
Volatilità del mercato FX e strategie di copertura
Con USD/JPY che oscilla appena sotto quota 163,00, consigliamo ai trader su derivati di prepararsi a un aumento della volatilità sul mercato valutario. La forte dipendenza del Giappone dall’energia importata — con circa il 90% del fabbisogno di combustibili coperto dall’estero — rende lo yen particolarmente vulnerabile ai persistenti rialzi del Brent. Raccomandiamo di coprirsi dal rischio di ulteriore deprezzamento dello yen utilizzando opzioni call USD/JPY di breve durata per intercettare la prosecuzione del momentum rialzista.
La decisione attesa per l’inizio di agosto sulla sospensione della sales tax sui generi alimentari rappresenta un catalizzatore rilevante nel breve periodo. Storicamente, cambiamenti fiscali importanti in Giappone hanno innescato bruschi aggiustamenti valutari, come la volatilità osservata durante i precedenti dibattiti sulla consumption tax. I trader potrebbero valutare l’acquisto di straddle o strangle con scadenza a metà agosto per trarre beneficio dai movimenti di prezzo attesi.
Indipendenza della politica, piani di investimento e opportunità sui rendimenti
La riaffermazione da parte del governo dell’indipendenza della Bank of Japan apre la strada a potenziali rialzi dei tassi per contrastare l’inflazione guidata dalle importazioni. Con l’inflazione core del Giappone che si mantiene con continuità sopra il target del 2%, la banca centrale ha maggior margine per un irrigidimento della politica monetaria senza interferenze politiche. Suggeriamo di costruire posizioni tattiche long JPY tramite calendar spread, scommettendo su uno yen più forte più avanti nel trimestre.
L’imponente piano di investimenti domestici da 370.000 miliardi di yen, volto a raddoppiare il PIL nominale entro il 2041, riplasmerà la curva dei rendimenti nel lungo periodo. Questa spesa aggressiva è destinata a spingere i rendimenti dei JGB decennali oltre la recente soglia dell’1,1%, man mano che la liquidità di mercato si adegua. Riteniamo che i trader su derivati possano capitalizzare questo scenario entrando in payer swap oppure shortando i futures obbligazionari, in previsione di un ulteriore irripidimento della curva dei rendimenti.
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