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USD/JPY tocca i massimi da decenni mentre si amplia il differenziale dei tassi Fed-BoJ; cresce il rischio di intervento in vista dei dati sull’occupazione USA (Nonfarm Payrolls)

by VT Markets
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Jul 2, 2026

USD/JPY si è spinto su nuovi massimi pluridecennali sopra 162,00 anche dopo che la Bank of Japan ha alzato il tasso di riferimento all’1% il mese scorso. Il movimento lascia intatto un ampio divario: circa 275 punti base separano ancora il tasso di policy della Federal Reserve da quello della BoJ, e la Fed ha mantenuto un’impostazione hawkish. I funzionari giapponesi hanno intensificato gli avvertimenti, mentre il Ministero delle Finanze è associato a una “linea” non detta in area 160,00, livello in precedenza collegato ad azioni ufficiali, pur senza un’esplicita conferma.

Il rischio di intervento aumenta man mano che il cross si avvicina prima a 163,00 e poi a 164,00, anche se gli episodi passati suggeriscono che gli acquisti di yen possano produrre solo un calo di breve durata. L’attenzione si sposta ai Nonfarm Payrolls USA di giovedì alle 12:30 GMT, anticipati dalla festività dell’Independence Day, con consenso a 110 mila contro 172 mila precedenti e tasso di disoccupazione atteso al 4,3%. Il supporto è concentrato su 160,00, dove transita anche la EMA a 50 giorni, seguito da 158,50. Gli indicatori di momentum mostrano lo Stoch RSI in area di ipercomprato, mentre l’impostazione di fondo resta rialzista salvo una chiusura giornaliera sotto 160,00.

Differenziali di tasso e dinamiche di intervento

L’enorme gap dei tassi d’interesse tra Stati Uniti e Giappone continua a essere il motore di questo mercato. Anche con il recente rialzo della Bank of Japan, il tasso di policy della Federal Reserve resta più alto di circa 2,75%, rendendo estremamente redditizio il carry trade che consiste nel finanziarsi in yen per acquistare dollari. Non vediamo una fine di questa tendenza finché questa “aritmetica” di fondo non cambierà in modo significativo.

Il focus immediato è il report odierno sui Nonfarm Payrolls, soprattutto dopo che i dati sui payroll del settore privato sono risultati deboli questa settimana, alimentando l’incertezza. Le attese di consenso sono contenute a 110.000 posti di lavoro e un dato inferiore potrebbe indebolire il dollaro e offrire un sollievo temporaneo allo yen. Un report forte, invece, rafforzerebbe il vantaggio di rendimento del dollaro e probabilmente spingerebbe USD/JPY verso nuovi massimi, mettendo alla prova la disponibilità delle autorità giapponesi a intervenire.

La minaccia di interventi del Ministero delle Finanze va considerata come una fonte di volatilità, non come un’inversione di trend. Il Giappone ha speso un record di 9,8 trilioni di yen (circa 62 miliardi di dollari) in interventi tra aprile e maggio 2024, riuscendo solo a far scendere temporaneamente il cambio da 160 a 155 prima che il trend rialzista riprendesse. Un intervento adesso probabilmente produrrebbe un affondo brusco che considereremmo una migliore opportunità per rientrare su posizioni long.

Strategie in opzioni e livelli chiave

Per le prossime settimane, riteniamo prudente utilizzare le opzioni per costruire bull call spread. Questo consente di beneficiare di un’ulteriore salita graduale verso 163,00 e 164,00 definendo al contempo il rischio. È cruciale in un mercato in cui un calo improvviso di più yen, innescato da un intervento, può verificarsi in qualsiasi momento.

Per proteggere posizioni long esistenti, si può valutare l’acquisto di opzioni put a breve scadenza, soprattutto mentre il cross segna nuovi massimi. Queste put vanno intese come un’assicurazione contro un crollo improvviso provocato da azioni ufficiali, consentendo di coprire il rischio di ribasso senza uscire dal trend primario al rialzo. Il costo di queste opzioni è un prezzo necessario per restare in un’operazione profittevole ma rischiosa.

Considerata l’incertezza sul NFP di oggi, una strategia long straddle potrebbe essere efficace per i trader che si attendono un movimento ampio ma non sono certi della direzione. Consiste nell’acquisto simultaneo di una call e di una put con lo stesso strike, beneficiando di un aumento della volatilità sia nel caso di una forte sorpresa positiva sia in caso di un dato molto deludente. È una pura scommessa sull’evento in sé come catalizzatore di shock di mercato.

La nostra strategia è usare l’area 160,00 come pivot chiave. Restiamo rialzisti sopra tale livello, ma una rottura decisa al di sotto, verosimilmente forzata da un intervento, segnalerebbe la necessità di riconsiderare il bias bullish. Fino ad allora, eventuali arretramenti verso questa zona sono opportunità per aumentare posizioni di lungo periodo, finanziate dalla forza più potente nei mercati valutari: il differenziale di tasso.

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