USD/JPY è salito a 154,87 martedì, mentre lo yen si è indebolito per la seconda seduta consecutiva, con il dollaro in rafforzamento in vista di un rialzo dei tassi della Federal Reserve ampiamente atteso questa settimana. L’aumento dei prezzi del petrolio ha aggiunto ulteriori pressioni sullo yen, incrementando la bolletta delle importazioni del Giappone e i costi legati all’energia per un’economia dipendente dai combustibili importati. Ciononostante, lo yen resta vicino ai massimi degli ultimi sette mesi, sostenuto dalle aspettative di una politica più restrittiva della Bank of Japan, insieme alla chiusura di operazioni di carry trade e a segnali di rimpatrio di capitali.
La Bank of Japan dovrebbe portare il tasso di riferimento all’1,25% venerdì, il livello più alto da aprile 1995, mentre i mercati attendono indicazioni sulla possibilità di un ulteriore rialzo entro fine anno. Sul grafico H4, USD/JPY ha oscillato intorno a 154,13, con un’estensione al ribasso fino a 153,23 e al rialzo fino a 154,95; una rottura verso l’alto potrebbe puntare a 155,05, mentre una rottura verso il basso indicherebbe 152,40. Il MACD mostra la linea del segnale sotto lo zero ma in risalita, e la vista H1 evidenzia un movimento da 154,95 a 153,98 prima di una nuova spinta verso 155,05, dopo la quale un pullback a 153,70 potrebbe estendersi fino a 152,40; lo Stocastico è sotto 80 e sta virando al ribasso verso 20.
Forza di breve del dollaro e opportunità tattiche di trading
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a una volatilità rialzista di breve sull’USD/JPY verso il livello 155,05. Con il dollaro statunitense in rafforzamento in vista della prossima riunione della Federal Reserve, l’acquisto di call a breve scadenza o l’apertura di posizioni long con stop stretti rappresenta una valida opzione tattica. Storicamente, rally del dollaro simili nella fase pre-meeting hanno offerto setup long affidabili e di rapido rendimento prima delle decisioni delle principali banche centrali.
Questa pressione ribassista sullo yen è alimentata anche dall’aumento dei costi energetici, con il deficit commerciale del Giappone in ampliamento a causa degli elevati prezzi globali del petrolio. Tuttavia, occorre prepararsi a un cambio improvviso di direzione, poiché la Bank of Japan dovrebbe alzare il tasso di riferimento all’1,25% questo venerdì, il livello più alto dal 1995. L’inflazione giapponese è rimasta ostinatamente sopra il 2%, rendendo questo rialzo dei tassi uno strumento cruciale per la banca centrale.
Anticipare un’inversione dello yen e trarre profitto da operazioni ribassiste
Per beneficiare di questo passaggio, raccomandiamo di spostarsi su posizioni short o acquistare opzioni put una volta che la coppia avrà raggiunto l’obiettivo a 155,05. Indicatori tecnici come l’oscillatore Stocastico suggeriscono che il rally attuale è tirato e un’inversione è altamente probabile. Una volta che la Bank of Japan confermerà il rialzo dei tassi, ci aspettiamo un rapido calo verso il supporto a 153,70.
Una rottura sotto questo primo target potrebbe innescare un più ampio smontaggio del carry trade sullo yen, richiamando gli spostamenti di mercato particolarmente marcati osservati nel 2024. In questo contesto ribassista, suggeriamo ai trader di puntare al successivo livello di supporto a 152,40. L’utilizzo di trailing stop su queste posizioni short aiuterà a proteggere i profitti mentre gli investitori giapponesi continuano a rimpatriare capitali.
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