USD/JPY è salito dello 0,73% lunedì a circa 158,95, mentre lo yen giapponese si è indebolito dopo che il Giappone ha registrato un inatteso disavanzo con l’estero. Il Ministero delle Finanze ha comunicato per giugno un deficit delle partite correnti di 92,3 miliardi di yen, contro attese per un surplus di 1.512 miliardi di yen, segnando il primo deficit in 17 mesi. Anche il peso del debito del Giappone, che supera il 200% del PIL, continua a gravare sulla valuta, mentre le ripetute operazioni di intervento — tre tra fine aprile e inizio maggio e altre due a fine luglio, inclusa una coordinata con gli Stati Uniti — hanno faticato a stabilizzare il sentiment.
Le attese sulla politica della Bank of Japan hanno offerto un parziale supporto: il “Summary of Opinions” di luglio indica che la maggior parte dei decisori mantiene un orientamento restrittivo. I mercati prezzano circa il 50% di probabilità di un rialzo BoJ da 25 pb a settembre e un rialzo complessivo entro fine anno. Negli Stati Uniti, le aspettative di una Federal Reserve restrittiva si sono attenuate dopo dati sull’occupazione deboli, fattore che potrebbe limitare ulteriori guadagni di USD/JPY. L’attenzione si sposta ora sul CPI USA di luglio di mercoledì: il dato d’inflazione dovrebbe influenzare il percorso dei tassi e la possibilità che il cross superi 159,00.
Strategie in opzioni tra inflazione e rischi di intervento
Con USD/JPY che oscilla poco sotto il livello chiave di 159,00 e i dati CPI USA in uscita questo mercoledì, raccomandiamo ai trader di derivati di concentrarsi sulla volatilità di breve termine. La volatilità implicita delle opzioni USD/JPY a una settimana è recentemente salita intorno al 10,5%, rendendo particolarmente interessanti le strategie long straddle. Questo approccio consente di trarre profitto sia nel caso in cui i dati sull’inflazione USA spingano il cambio oltre 160,00, sia nel caso in cui inneschino un brusco movimento ribassista.
Considerata la storia del Giappone di interventi valutari di ampia portata, come i 9,8 trilioni di yen spesi durante precedenti difese della valuta, il rischio di un’azione improvvisa del governo in area 160,00 è molto concreto. Suggeriamo di assicurare una protezione al ribasso acquistando opzioni put USD/JPY out-of-the-money con strike intorno a 156,00. Questa copertura proteggerà i portafogli da un calo improvviso innescato dal Ministero delle Finanze.
Opportunità sul mercato obbligazionario con rendimenti in aumento
Allo stesso tempo, guardiamo al mercato obbligazionario, dove i rendimenti dei Japanese Government Bond (JGB) decennali si stanno avvicinando all’1,1% per effetto delle preoccupazioni fiscali. È possibile sfruttare la dinamica vendendo futures sui JGB, mentre il mercato incorpora una probabilità del 50% di un rialzo dei tassi della Bank of Japan a settembre. Assumere posizioni ribassiste sui JGB appare coerente con le crescenti aspettative di un inasprimento più rapido della politica monetaria in Giappone.
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