USD/JPY è sceso dello 0,92% giovedì a circa 161,05 dopo che un debole rapporto sull’occupazione USA ha messo sotto pressione il dollaro. Il BLS ha comunicato che i Nonfarm Payrolls sono aumentati di 57mila unità in giugno, contro attese di 110mila; inoltre maggio è stato rivisto a 129mila da 172mila e aprile a 148mila da 179mila, per una revisione complessiva al ribasso di 74mila posti. Ciononostante, il tasso di disoccupazione è sceso marginalmente al 4,2% dal 4,3%, il tasso di partecipazione alla forza lavoro è calato al 61,5% dal 61,8% e la crescita dei salari orari medi è accelerata al 3,5%, in linea con le stime.
L’attenzione è rimasta sul dato payroll inferiore alle attese, insieme al pricing di mercato per una Fed meno “hawkish”. Lo yen ha inoltre beneficiato del supporto legato al rischio di intervento: Reuters ha riportato che il Ministero delle Finanze (MoF) ha rifiutato di commentare i recenti movimenti della valuta, mentre restano le aspettative che la BoJ possa alzare ancora i tassi prima della fine dell’anno. Nel quadro più ampio della giornata, lo yen è risultato la valuta più forte contro il dollaro, con JPY in rialzo dello 0,97% contro USD; il dollaro è sceso dello 0,55% contro EUR e dello 0,67% contro GBP, mentre l’euro ha guadagnato lo 0,55% contro il biglietto verde.
Posizionamento di mercato e strategie di trading
Con una frenata così marcata della crescita dell’occupazione negli USA, riteniamo che il percorso della Federal Reserve per il resto dell’anno stia cambiando. Occorre ora posizionarsi per un dollaro USA più debole, poiché le aspettative di tagli dei tassi si intensificheranno. Il CME FedWatch Tool indica ora una probabilità superiore al 60% di un taglio dei tassi entro la riunione di settembre, in forte aumento dal 20% di appena una settimana fa.
La discesa di USD/JPY sotto 161,05 è guidata sia dalla debolezza del dollaro sia dalla costante minaccia di un intervento giapponese. Storicamente, le autorità giapponesi sono intervenute in prossimità di questi livelli, come nel 2024, rendendo attraenti posizioni short dirette sul cross. Stiamo valutando l’acquisto di opzioni put su USD/JPY per sfruttare un potenziale ribasso brusco, limitando al contempo il rischio.
Questo rapporto sul lavoro, insieme ai recenti dati ISM Manifatturiero scesi a 48,7, segnala un rallentamento economico più ampio. Ciò aumenta la probabilità di una maggiore volatilità su tutte le principali coppie valutarie legate al dollaro USA. Di conseguenza, riteniamo prudente acquistare opzioni che beneficiano di ampie oscillazioni di prezzo, come gli straddle su EUR/USD, nelle prossime settimane.
Debolezza più ampia del dollaro e outlook sui tassi
Il calo del tasso di partecipazione al 61,5% è particolarmente preoccupante e suggerisce una debolezza sottostante che il tasso di disoccupazione “headline” non cattura. Questo rafforza la nostra visione ribassista sul dollaro contro valute con banche centrali più “hawkish”, come l’euro. Stiamo considerando put spread sull’Invesco DB US Dollar Index Bullish Fund (UUP) come modo efficiente per ottenere un’esposizione short.
Oltre alle valute, l’aspettativa di una Fed più dovish avrà un impatto diretto sui mercati dei tassi. Prevediamo che i rendimenti dei Treasury USA continueranno a scendere man mano che aumentano le scommesse su tagli dei tassi. Operare sui futures SOFR sarà un modo diretto per posizionarsi in tal senso, poiché i loro prezzi tendono a salire quando il mercato prezza tassi futuri più bassi.
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