USD/JPY è sceso fino a 153,23 e ha chiuso a 153,54, in calo dello 0,57%. Nel brevissimo termine il bias intraday resta orientato al ribasso, anche se la spinta ribassista non si è rafforzata in modo significativo. I movimenti dovrebbero rimanere ingabbiati in un trading range tra 153,05 e 154,30, con resistenze da monitorare in area 154,90 e 155,20.
Su un orizzonte di 1–3 settimane, il Dollaro mantiene un’impostazione negativa in atto dall’inizio del mese. Tuttavia, la pressione ribassista sta perdendo slancio e la probabilità di un nuovo test del minimo da inizio anno a 152,08 si sta riducendo, nonostante lo spot sia stato indicato a 153,95 l’8 settembre e a 154,50 l’11 settembre. Un break sopra 154,90 verrebbe interpretato come un segnale di stabilizzazione della recente debolezza del Dollaro.
Strategie in range in un contesto di momentum in rallentamento
Consigliamo ai trader su derivati di adottare strategie “range-bound” su USD/JPY nelle prossime settimane, concentrandosi sul corridoio 152,00–155,00. Poiché il momentum ribassista sta rallentando, è possibile puntare all’incasso di premio vendendo call out-of-the-money sopra 154,90. Al tempo stesso, è opportuno evitare posizioni short aggressive in prossimità del minimo da inizio anno a 152,08, dato che le probabilità di un affondo più profondo si stanno rapidamente ridimensionando.
Pattern storici e dinamiche di banca centrale
Questa impostazione prudente è supportata dai pattern storici di mercato, secondo cui le principali coppie valutarie tendono a consolidare dopo aver testato livelli tecnici chiave di supporto. Ad esempio, statistiche recenti indicano che la volatilità implicita a un mese su USD/JPY si è assestata intorno al 9,5%, in calo rispetto ai precedenti massimi, segnalando che il mercato delle opzioni sta prezzando condizioni più tranquille. Inoltre, il supporto storico in area 152,00 ha ripetutamente attratto un forte interesse in acquisto, limitando il rischio di ribasso per chi è short di dollaro.
La nostra view neutrale-ribassista è coerente con le dinamiche delle banche centrali: la Bank of Japan mantiene il tasso di riferimento allo 0,25%, mentre la Federal Reserve prosegue con un graduale ciclo di allentamento. La riduzione del differenziale dei tassi pone un freno strutturale a rialzi significativi del dollaro, rendendo la resistenza a 154,90 un tetto credibile. Di conseguenza, suggeriamo l’utilizzo di iron condor o strutture “range-bound” per massimizzare i rendimenti in un mercato laterale.
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