USD/JPY è salito fino a circa 157,55 nelle prime contrattazioni asiatiche di martedì, mentre lo yen si indeboliva dopo che la Bank of Japan non ha fornito indicazioni apertamente “hawkish” in seguito al rialzo della scorsa settimana. La BoJ ha aumentato i tassi di 25 pb all’1,25%, il livello più alto degli ultimi 31 anni, con un voto 7–2. I mercati degli swap prezzano meno del 20% di probabilità di un ulteriore intervento alla riunione di fine ottobre, ma una probabilità del 90% di un rialzo a dicembre. Separatamente, secondo indiscrezioni, alcuni funzionari avrebbero effettuato “rate check”, una mossa che i mercati spesso considerano un preludio a un intervento sul mercato valutario, mentre il cross si avvicina a 160,00.
L’attenzione si sposta anche sulla retorica della Federal Reserve, con interventi attesi da John Williams, Philip Jefferson e Thomas Barkin. Il presidente della Fed di St. Louis, Alberto Musalem, ha affermato che potrebbe essere necessario un ulteriore inasprimento per frenare un’inflazione alimentata da una domanda robusta e da uno shock sui prezzi delle materie prime oltre al petrolio. I mercati ora implicano una probabilità del 56,5% di almeno un rialzo da 25 pb in ottobre, in aumento dal 43,5% di una settimana fa. Sul fronte tecnico, le resistenze sono indicate sulla media mobile a 100 giorni a 159,55 e in area 161,10, con supporti intorno a 156,65 e 152,18; l’RSI (14) è vicino a 52.
Posizionamento di mercato e rischi di intervento
Vediamo la coppia USD/JPY rafforzarsi in area 157,55, sostenuta dalla mancanza di una chiara guidance “hawkish” da parte della Bank of Japan dopo il recente rialzo dei tassi all’1,25%. I trader sui derivati dovrebbero posizionarsi per un movimento rialzista di breve periodo verso la media mobile semplice a 100 giorni a 159,55. Tuttavia, il livello di 160,00 va monitorato con attenzione, poiché i rischi di intervento ufficiale aumentano sensibilmente in prossimità di questa soglia.
I dati storici mostrano che le autorità giapponesi sono particolarmente sensibili a questi livelli, avendo speso la cifra record di 9,8 trilioni di yen nella primavera 2024 per difendere la valuta. Le recenti notizie sulla conduzione di “rate check” da parte della banca centrale rappresentano un avvertimento chiaro della disponibilità a intervenire nuovamente. Consigliamo l’acquisto di opzioni put USD/JPY a breve scadenza per coprirsi dal rischio di un improvviso calo del cross guidato dall’azione del governo.
Outlook Fed e strategie di trading
Nel frattempo, il dollaro statunitense trova un solido supporto mentre i trader prezzano una probabilità del 56,5% di un rialzo dei tassi della Federal Reserve in ottobre, in aumento dal 43,5% della scorsa settimana. I commenti “hawkish” dei funzionari Fed suggeriscono che i rischi inflazionistici restano elevati, mantenendo alti i rendimenti dei Treasury. Ci aspettiamo che questo differenziale di tassi continui a esercitare pressione rialzista su USD/JPY nelle prossime settimane.
Da un punto di vista tecnico, la coppia si mantiene sopra il supporto della banda di Bollinger centrale a 156,65. Suggeriamo di utilizzare bull call spread per cogliere il potenziale rialzo verso 159,50 mantenendo il rischio definito. Se un intervento improvviso dovesse spingere il cross al ribasso, potremmo valutare l’accumulo di posizioni long in prossimità del supporto principale a 152,18.
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