USD/JPY ha registrato volumi elevati nel momento in cui è sceso sotto la media mobile a 200 giorni, dopo non essere riuscito a superare 160,70/161, area della 50-DMA, con l’attenzione che si è spostata sul supporto in prossimità della neckline attorno a 155. Gli scambi durante il movimento sono stati stimati in circa 30 miliardi di dollari, con vendite di follow-through in Asia che hanno spinto il cross ulteriormente sotto un livello psicologico e hanno indotto gli operatori con leva a ricoprire posizioni short. L’azione dei prezzi ha inoltre coinciso con un passaggio da sopra la 100-DMA a sotto la 200-DMA, mantenendo sotto i riflettori l’area delle medie mobili vicino a 160,70/161 nel caso emergesse un rimbalzo.
Lo scenario di fondo include aspettative secondo cui la Bank of Japan potrebbe aumentare il ritmo del tightening e che i flussi di rimpatrio dai bond possano intensificarsi verso la fine dell’anno fiscale. I differenziali di tasso restano centrali: lo spread 2 anni UST/JGB si è ristretto di 9 pb a 250 pb, poi la spinta si è attenuata durante la notte. Sul fronte USA, i catalizzatori macro includono la narrativa sui non-farm payrolls, con “whispers” a 40k dopo l’ADP, e il CPI della prossima settimana. Separatamente, le indiscrezioni su rialzi BOJ da 50 pb sono state ridimensionate, contribuendo a innescare uno squeeze a 157 da un minimo intraday di 156,36.
Prospettive per i trader sui derivati
Consigliamo ai trader sui derivati di prepararsi a un rally prolungato dello Yen giapponese acquistando opzioni put su USD/JPY o avviando posizioni short tramite futures nelle prossime settimane. La coppia ha recentemente rotto la sua cruciale media mobile a 200 giorni su volumi di scambio molto elevati, nell’ordine di circa 30 miliardi di dollari, costringendo i fondi con leva a ricoprire rapidamente le posizioni short. Se il cross dovesse scendere sotto il supporto psicologico della neckline in area 155, ci aspettiamo una rapida accelerazione di questa tendenza ribassista.
La nostra view è supportata dalla compressione degli spread dei rendimenti obbligazionari, con il differenziale tra Treasury USA a 2 anni e JGB a 2 anni recentemente sceso di 9 punti base a circa 250 punti base. Storicamente, compressioni simili dei rendimenti, combinate con un graduale tightening dei tassi da parte della Bank of Japan, hanno innescato recuperi dello Yen potenti e plurimensili. I trader dovrebbero monitorare attentamente i prossimi dati macro USA, inclusi i non-farm payrolls di domani e i report sull’inflazione della prossima settimana, poiché numeri deboli negli Stati Uniti rappresenterebbero un catalizzatore importante per questo trade.
Gestione del rischio e strategia operativa
Per gestire il rischio, raccomandiamo di posizionare stop-loss stretti sulle posizioni short USD/JPY appena sopra la robusta zona di resistenza 160,70–161. Occorre inoltre tenere conto dei flussi stagionali di rimpatrio, poiché storicamente le imprese giapponesi riportano capitali dall’estero in vista della chiusura del periodo fiscale, aumentando in modo ricorrente la domanda di Yen. Utilizzando strategie opzionali strutturate come i bear put spread, è possibile limitare il rischio sul premio pur sfruttando quello che appare come un importante cambiamento strutturale nel mercato FX.
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