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USD/JPY oscilla bruscamente mentre la Fed di New York prepara le banche in vista del rischio di un sospetto intervento a sostegno dello yen

by VT Markets
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Aug 1, 2026

USD/JPY ha compiuto un “round-trip” di quasi tre Yen tra 158,00 e 161,00, con il Dollaro venduto in tre movimenti distinti venerdì che non hanno trovato seguito. Il Tesoro USA, tramite la Federal Reserve Bank of New York, ha detto a diverse banche di rimanere pronte per ulteriori azioni, e la coppia scambiava poco sotto 159,00 a fine sessione, circa uno Yen e mezzo sotto l’avvio di giornata. Il profilo intraday ha visto un calo fino a circa 158,50 nella mattinata di Londra rapidamente riassorbito, un altro movimento intorno alle 13:15 GMT al passaggio del titolo sul Tesoro, e un minimo successivo vicino a 158,00 a New York. Separatamente, le indicazioni del FMI considerano fino a tre episodi di intervento in sei mesi compatibili con un regime di libero flottante, mentre tre giorni consecutivi valgono come un unico episodio; il ministero delle Finanze giapponese aveva dichiarato a maggio che, una volta contabilizzato aprile, restavano due finestre prima di novembre.

Le riserve del Giappone sono state descritte come ampie: circa 1,4 trilioni di dollari complessivi, con poco meno di 1,2 trilioni in attività in valuta estera, e la campagna di aprile–maggio è ammontata a circa 74 miliardi di dollari in un mese. L’operazione di giovedì è stata stimata vicino a 53 miliardi di dollari dai dati dei conti presso la banca centrale, portando USD/JPY da area 163,00 a poco sotto 158,00 nell’arco di un’ora dopo un PIL a 1,5% annualizzato contro 2,1% atteso, in presenza di posizioni nette corte in Yen riportate a 11,65 miliardi di dollari. La BoJ ha poi mantenuto l’1,00% con voto 8-1, mentre per gli USA veniva citato un limite superiore al 3,75%. L’ultimo intervento diretto degli Stati Uniti sulla coppia risale a marzo 2011 per 1 miliardo di dollari, suddiviso tra l’ESF e il portafoglio della Fed, mentre la posizione netta dell’ESF a fine 2025 era di 43,6 miliardi. Tra i livelli chiave figuravano una EMA a 50 giorni poco sotto 161,50 e una EMA a 200 giorni vicino a 158,00, con ulteriori livelli a 163,00, poco sotto 164,00, 155,00 e 152,00. In calendario: lunedì l’indagine manifatturiera alle 14:00 GMT (consenso 54); mercoledì le buste paga del settore privato a 75mila contro 98mila; e venerdì 7 agosto il NFP alle 12:30 GMT visto a 91mila contro 57mila, disoccupazione 4,3% contro 4,2%, e salari 0,3% m/m, con i futures che prezzano almeno un rialzo a circa il 59% in vista del 16 settembre.

Scenario di mercato e considerazioni operative

All’ingresso di agosto 2026, i trader sui derivati devono prepararsi a una volatilità elevata su USD/JPY, che di recente ha oscillato violentemente tra 158,00 e 161,00. Raccomandiamo di mantenere un’impostazione ribassista su USD/JPY finché la media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni in area 161,50 continuerà a frenare i rimbalzi. La presenza di un acquirente “silenzioso” e non identificato — fortemente sospettato di avere alle spalle la Fed di New York — implica che ulteriori vendite improvvise e non annunciate di Dollari restano altamente probabili.

I trader dovrebbero concentrarsi sul supporto cruciale in corrispondenza dell’EMA a 200 giorni vicino a 158,00, già sopravvissuta a due test recenti. Una chiusura giornaliera confermata sotto la soglia di 158,00 probabilmente innescherebbe una liquidazione rapida verso l’area 155,00, rendendo particolarmente interessanti opzioni put a breve scadenza. Al contrario, se la coppia riuscisse a chiudere giornalmente sopra 161,50, questa lettura ribassista andrebbe abbandonata, perché segnalerebbe che il mercato è riuscito a “chiamare il bluff” di Tokyo.

Strategia di intervento ufficiale e calendario macro

Va rispettata la capacità di Tokyo di muovere i mercati con capitali relativamente contenuti, soprattutto alla luce dei precedenti storici di azioni massicce e improvvise. Per contestualizzare, il Giappone ha speso un record di 9,8 trilioni di yen (circa 62 miliardi di dollari) nella campagna di intervento di aprile e maggio 2024, dimostrando di avere sia la volontà sia le munizioni. Utilizzando operazioni su giorni consecutivi che, secondo le regole del FMI, contano come un singolo evento, Tokyo può ora mantenere gli operatori nell’incertezza e difendere i livelli senza prosciugare le riserve valutarie da 1,4 trilioni di dollari.

Il calendario macro in arrivo fungerà da prova definitiva di questo gioco psicologico, a partire dai dati manifatturieri di questo lunedì. L’attenzione principale è su venerdì 7 agosto, quando è prevista la pubblicazione dei nonfarm payrolls e dei dati sulla disoccupazione USA. Poiché la Federal Reserve non si riunisce questo mese, i prossimi report sul mercato del lavoro influenzeranno in modo significativo le aspettative sui tagli dei tassi e determineranno se il restringimento del differenziale dei tassi possa sostenere la ripresa dello Yen.

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