USD/JPY ha annullato il calo del giorno precedente e sta testando una resistenza in corrispondenza della media mobile a 200 giorni, in area 158,02. Il movimento arriva mentre il mercato valuta i vincoli impliciti da un intervento coordinato sul mercato dei cambi tra Stati Uniti e Giappone, insieme agli avvertimenti ufficiali secondo cui le autorità restano pronte ad agire di nuovo: un fattore che tende a definire un limite superiore per il cross e ad aumentare il costo di scommettere contro la forza dello yen.
La capacità del Giappone di finanziare interventi sul FX viene considerata gestibile senza grandi perturbazioni per il mercato dei Treasury USA. Tokyo può ottenere liquidità in dollari tramite la Foreign and International Monetary Authorities Repo Facility (FIMA) della Federal Reserve, raccogliendo cassa a fronte di detenzioni di Treasury a lungo termine pari a 1.050 miliardi di dollari a maggio, anziché vendere i titoli. Inoltre, le sue posizioni in Treasury USA a lungo termine rappresentano meno del 3,5% del mercato complessivo, il che suggerisce che anche vendite consistenti avrebbero un impatto limitato sui rendimenti.
Strategia di trading: vendere i rimbalzi di sollievo su USD/JPY
Consigliamo ai trader di derivati di considerare eventuali improvvisi “relief rally” su USD/JPY come un’opportunità ideale per aprire posizioni short. Il cross sta attualmente testando una resistenza chiave sulla media mobile a 200 giorni, in area 158,02. Ci aspettiamo che questi movimenti rialzisti siano rigidamente contenuti, rendendo particolarmente interessanti in questa fase strategie ribassiste tramite opzioni.
La minaccia di un intervento coordinato USA-Giappone ha imposto un tetto molto solido al cambio. Per comprendere la portata del rischio, in passato il Giappone ha impiegato un intervento imponente da 9,8 trilioni di yen (62 miliardi di dollari) in un’unica azione per sostenere lo yen. Questa determinazione ufficiale rende estremamente costoso e rischioso puntare su un rally duraturo del dollaro.
Capacità d’intervento del Giappone e impatto sul mercato
Va inoltre sottolineato che il Giappone può finanziare questi interventi senza destabilizzare i mercati obbligazionari globali. Ha accesso diretto alla facility FIMA repo della Federal Reserve, che consente di ottenere liquidità in dollari utilizzando le detenzioni di Treasury come collaterale. Ciò evita la necessità di liquidare integralmente il portafoglio di titoli USA.
Poiché gli 1.050 miliardi di dollari in Treasury USA a lungo termine detenuti dal Giappone rappresentano meno del 3,5% del mercato totale, anche vendite dirette inciderebbero solo marginalmente sui rendimenti. Questo offre ai funzionari giapponesi un margine di manovra molto ampio per difendere lo yen nelle prossime settimane. In ottica di strategie su derivati, favoriamo l’acquisto di put su USD o spread strutturati a rischio definito per catturare il ribasso atteso.
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