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USD/JPY in calo: dati sull’occupazione USA più deboli e il calo dei prezzi del petrolio sostengono lo yen, attese le minute della BoJ

by VT Markets
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Aug 4, 2026

USD/JPY era più debole intorno a 157,40 nella sessione USA di martedì, con lo yen che estendeva i guadagni dell’ultima settimana mentre indicatori del mercato del lavoro statunitense più morbidi smorzavano il sostegno al dollaro. Il JOLTS ha mostrato posti vacanti a 7,359 milioni in giugno rispetto a un 7,537 milioni di maggio rivisto, sotto il consenso di 7,4 milioni, e questo raffreddamento ha messo sotto pressione i rendimenti dei Treasury USA riducendo il differenziale di tasso che ha sostenuto il cross. Separatamente, il calo dei prezzi dell’energia ha sostenuto la valuta giapponese, dato che il Giappone è un grande importatore netto di energia, mentre Al Arabiya ha riferito che è atteso un annuncio sulla riapertura dello Stretto di Hormuz; Al Hadath ha riportato che una riapertura completa potrebbe essere annunciata entro poche ore o mercoledì.

L’attenzione ora si sposta sui verbali della Bank of Japan della riunione di giugno, attesi a tarda sessione asiatica, insieme ai Labour Cash Earnings del Giappone, previsti in aumento al 3,4% a/a in giugno dal 3,2%. Sul grafico a 4 ore, USD/JPY era a 157,37, sotto la SMA a 20 periodi a 158,52 e la SMA a 100 periodi a 162,06, con l’RSI a 31. Il supporto si trova a 157,23, poi 156,62 e 156,30, mentre la resistenza è indicata a 157,99, 158,52 e 162,06.

Driver della forza dello yen e dei rischi al ribasso per USD/JPY

Stiamo vedendo il cambio USD/JPY affrontare una forte pressione ribassista, con scambi attorno all’area 157,40, mentre lo yen giapponese beneficia di un dollaro USA più debole. Questo movimento è trainato in larga misura dal raffreddamento della domanda di lavoro negli Stati Uniti, con i recenti dati sulle offerte di lavoro (JOLTS) in calo a 7,359 milioni contro attese di 7,4 milioni. Riteniamo che gli operatori in derivati debbano prepararsi a ulteriori pressioni al ribasso nel breve termine, man mano che il differenziale dei tassi tra Federal Reserve e Bank of Japan inizia a restringersi.

A rafforzare ulteriormente i venti favorevoli per lo yen, i prezzi del petrolio greggio stanno arretrando a fronte di notizie secondo cui il cruciale Stretto di Hormuz potrebbe riaprire completamente a breve. Poiché il Giappone è un grande importatore netto di energia, costi energetici più bassi migliorano sensibilmente i termini di scambio e sostengono lo yen. Suggeriamo di valutare opzioni put a breve scadenza su USD/JPY per cogliere ulteriore potenziale ribasso, mentre si attenuano queste pressioni geopolitiche ed energetiche.

Impostazioni tecniche e gestione del rischio per i trader di derivati

Sul fronte giapponese, stiamo monitorando attentamente i prossimi dati sui Labor Cash Earnings, attesi in accelerazione al 3,4% su base annua. Un dato salariale forte validerebbe l’attenzione del governatore Kazuo Ueda sul ciclo salari-prezzi e probabilmente innescherebbe scommesse più “hawkish” su rialzi dei tassi da parte della Bank of Japan. Per posizionarsi, i trader di derivati possono guardare a risk reversal ribassisti, acquistando put e vendendo call per sfruttare questo spostamento dei fondamentali.

Dal punto di vista tecnico, il cambio mostra un marcato bias ribassista sul grafico a 4 ore, rimanendo ben al di sotto della SMA a 20 periodi a 158,52 e della SMA a 100 periodi a 162,06. Il supporto immediato è a 157,23 e una rottura sotto tale livello potrebbe aprire rapidamente la strada verso 156,62 e 156,30. Consigliamo di puntare a questi livelli inferiori con strategie in opzioni put, mantenendo un’attenzione particolare sull’RSI, che si trova attualmente vicino alla zona di ipervenduto a 31.

Va ricordato quanto rapidamente possa smontarsi il carry trade su USD/JPY, come nel brusco cambio di passo di metà 2024 quando il cross è sceso da oltre 161 verso i 140 nell’arco di poche settimane. Se la crescita dei salari in Giappone dovesse effettivamente raggiungere il 3,4% previsto, potremmo assistere a una riprezzatura altrettanto rapida della politica della BoJ. I trader di derivati dovrebbero restare difensivi, evitando posizioni long finché il cambio non riuscirà a recuperare e mantenere con continuità la resistenza a 158,52.

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