USD/JPY è stato volatile in Europa, alimentando le speculazioni su un possibile intervento sul mercato valutario. La coppia trattava intorno a 162,50 nelle prime ore asiatiche, poi è scesa di oltre 100 pip in pochi minuti, avvicinandosi brevemente a 161,00 prima di rimbalzare verso 162,00 e indebolirsi di nuovo; in ultimo segnava un calo di circa lo 0,8% sotto 161,50. Più tardi, lo US Bureau of Labor Statistics pubblicherà il rapporto sull’occupazione di giugno, inclusi Nonfarm Payrolls, tasso di disoccupazione e inflazione salariale. Separatamente, un membro del settore privato del Consiglio giapponese per la politica economica e fiscale ha affermato che la Bank of Japan dovrebbe continuare ad alzare i tassi a un ritmo moderato.
Il dollaro USA è risultato più debole dopo che i dati di mercoledì hanno mostrato l’ISM Manufacturing PMI in calo a 53,3 a giugno da 54, mentre l’indice Prices Paid è sceso a 73 da 82,1; nelle prime ore di giovedì il Dollar Index è scivolato verso 101,00, in calo di circa lo 0,4%. Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, è intervenuto all’ECB Forum, con un punteggio FXS Speechtracker di 5,6/10, e ha ribadito l’obiettivo d’inflazione al 2%. L’oro è salito sopra 4.100 dollari mercoledì prima di chiudere leggermente più in alto; XAU/USD si è mantenuto sopra 4.050 dollari. La sterlina è avanzata, con GBP/USD in rialzo di oltre lo 0,5% verso 1,3350 dopo la lettura Speechtracker di 6/10 del governatore della BoE Bailey rispetto a una media storica di 4,7/10. EUR/USD ha scambiato sopra 1,1400 dopo che l’inflazione HICP dell’area euro è rallentata al 2,8% a giugno dal 3,2%, sotto un consenso al 3%.
Volatilità su USD/JPY e impatto dei dati USA
L’improvvisa discesa di USD/JPY sotto 161,50 segnala con forza un intervento sul cambio, rendendo la coppia pericolosa da tradare in modo direzionale. Abbiamo visto movimenti bruschi simili nella primavera del 2024, quando le autorità giapponesi hanno speso oltre 60 miliardi di dollari per difendere lo yen. Questa storia suggerisce di aspettarsi una volatilità elevata e di valutare l’uso di opzioni per operare sul range, anziché scommettere su una direzione netta.
Ora l’attenzione deve concentrarsi sul Nonfarm Payrolls di oggi, che detterà la prossima mossa del dollaro USA. Il recente calo dell’ISM Prices Paid a 73 indica che le pressioni inflazionistiche si stanno attenuando, il che potrebbe tradursi in un dato sull’occupazione più debole delle attese. Una sorpresa negativa sui payrolls — come l’inaspettato balzo a 272.000 visto in un report di maggio 2024 — può causare un repricing significativo; un numero debole ora spingerebbe probabilmente il Dollar Index ancora più sotto 101,00.
Divergenza tra banche centrali e tenuta dell’oro
Nonostante alcuni segnali di raffreddamento, la Federal Reserve resta pubblicamente impegnata sul target d’inflazione al 2%, con il presidente Warsh che ha respinto qualsiasi forward guidance. Questo crea un conflitto tra i dati recenti e la policy comunicata, rendendo incerti i trade sul dollaro. Questa divergenza spiega perché emergano opportunità su cambi come GBP/USD, che beneficia della postura ancora restrittiva della Bank of England contro tagli dei tassi.
Riteniamo che il trade più chiaro sia basato sulla divergenza delle politiche delle banche centrali, in particolare tra Regno Unito ed Europa. La Bank of England esclude tagli imminenti, mentre l’inflazione dell’Eurozona è appena scesa al 2,8%, ben sotto il precedente 3,2%. Questo supporta l’uso di opzioni per costruire una posizione lunga su GBP/EUR, poiché il quadro fondamentale favorisce la sterlina rispetto all’euro.
Il fatto che l’oro tenga sopra 4.050 dollari, anche con una Fed “hawkish”, è un segnale importante di domanda sottostante. Non sorprende, dato che le banche centrali a livello globale hanno aggiunto oltre 1.000 tonnellate alle riserve sia nel 2022 sia nel 2023, creando un solido “pavimento” per i prezzi. Eventuali correzioni causate da un temporaneo rafforzamento del dollaro andrebbero viste come potenziali opportunità per acquistare opzioni call sull’oro.
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