USD/JPY è rimasto pressoché invariato intorno a 158,00 nelle prime contrattazioni europee di lunedì, mentre i trader hanno ridimensionato le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve nonostante un’inflazione statunitense più sostenuta. L’attenzione è rivolta ai dati del CPI nazionale del Giappone in uscita venerdì. Il governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, ha affermato che l’inflazione di fondo è “piuttosto vicina” all’obiettivo del 2%, citando un mercato del lavoro teso e la forte domanda globale legata all’IA, e ha indicato che aumentare i tassi a un ritmo appropriato potrebbe contribuire a evitare forti impennate dei rendimenti obbligazionari. I mercati si aspettano in larga misura che la BoJ mantenga il tasso di riferimento all’1,25%, lasciando però spazio a una mossa verso l’1,5% già a dicembre, con la prossima riunione che si concluderà il 30 ottobre 2026.
Sviluppi di politica monetaria delle banche centrali
Alle riunioni annuali dell’FMI a Bangkok di venerdì, il presidente della Fed, Kevin Warsh, non ha fornito indicazioni sulle prospettive di politica monetaria. I futures sui Fed funds implicano una probabilità dell’83,9% di tassi invariati alla prossima riunione di due giorni del 28 ottobre. Separatamente, un indicatore ha valutato le dichiarazioni di Ueda a 7/10 rispetto a una media di 7,4/10.
Analisi tecnica e livelli chiave
Dal punto di vista tecnico, USD/JPY resta al di sotto della SMA a 100 giorni, con l’RSI a 52,35; la resistenza è vista in area 158,85 e 159,45, mentre il supporto si colloca intorno a 158,00 e 157,10.
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