USD/JPY ha annullato interamente il movimento successivo al balzo post-dato sull’inflazione USA e oscillava poco sopra 158,00, sotto i livelli precedenti alla pubblicazione. Il cross era inizialmente salito da area 158,50 a poco sotto 159,00—massimo dal 24 settembre—per poi ripiegare con l’inversione dei rendimenti dei Treasury. Pur con un Dollaro più tonico contro altre otto principali valute mercoledì, il biglietto verde si è indebolito contro lo Yen; USD/JPY ha seguito al rialzo il rendimento del decennale fino al dato, quindi ha segnato il picco poco dopo il massimo dei rendimenti e ha ceduto man mano che il movimento sui tassi si attenuava.
Lo sfondo di politica monetaria giapponese resta un vincolo a qualsiasi intervento verbale, con il BoJ all’1,25% contro il 3,75%–4,00% della Fed. La prossima decisione del BoJ è attesa il 30 ottobre, due giorni dopo quella della Fed, lasciando le statistiche USA e qualsiasi dichiarazione da Tokyo come principali driver di breve periodo. Sul calendario USA, l’indice manifatturiero della Fed di Philadelphia di ottobre è visto in rallentamento a 28,4 da 37,8, seguito dalla produzione industriale di settembre attesa a 0,4% dopo 0,0%, insieme alle dichiarazioni della presidente della Fed di Cleveland Hammack—fattori che si trasmettono soprattutto attraverso i rendimenti. Sul piano tecnico, il minimo di mercoledì ha testato la media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni appena sopra 158,00, con l’EMA a 200 giorni poco oltre 157,50, mentre lo slancio si raffredda rispetto agli eccessi di ipercomprato di inizio ottobre.
I rendimenti obbligazionari e i differenziali di policy restano centrali per la direzione di USD/JPY
Suggeriamo ai trader su derivati di monitorare da vicino nei prossimi giorni il rendimento del Treasury USA a 10 anni, poiché USD/JPY continua a muoversi in stretta sincronia con le aspettative sui tassi USA. La coppia ha recentemente toccato un massimo in area 159,00 dopo dati sull’inflazione USA superiori alle attese, per poi scivolare nuovamente verso 158,00. Storicamente, la correlazione statistica tra USD/JPY e i rendimenti decennali USA ha spesso superato l’80%, rendendo le dinamiche del mercato obbligazionario il principale driver per le strategie valutarie in questa fase.
Va considerato l’ampio divario di politica monetaria tra il tasso dell’1,25% della Bank of Japan e il range obiettivo della Federal Reserve tra 3,75% e 4,00%. Questo vantaggio di rendimento continua a favorire posizioni long nel medio periodo, ma inversioni improvvise possono materializzarsi rapidamente a fronte di sorprese nei dati macro USA. Strategie in derivati orientate a gestire movimenti in trading range con stop-loss disciplinati restano il nostro approccio preferito fino al prossimo giro di riunioni delle banche centrali.
Pubblicazioni macro, rischi di intervento e aspetti tecnici
Nei prossimi giorni ci aspettiamo che i rendimenti reagiscano direttamente ai dati USA in arrivo, inclusi il sondaggio manifatturiero della Fed di Philadelphia e la produzione industriale attesa a 0,4%. Poiché il calendario macro giapponese è scarno, saranno i report macro USA a determinare se la coppia testerà le recenti resistenze o romperà al ribasso. Consigliamo a chi è in posizione di riequilibrare le esposizioni in opzioni prima di queste uscite per proteggersi da oscillazioni rapide dei rendimenti dei Treasury.
Occorre inoltre restare vigili sui rischi di intervento da parte delle autorità giapponesi con i prezzi in prossimità di 159,00. I dati del Ministero delle Finanze mostrano che il Giappone ha speso circa 9,8 trilioni di yen (62 miliardi di dollari) nei precedenti round di intervento per difendere livelli valutari in area 160,00. Alla luce degli avvertimenti espliciti da Tokyo e Washington, i trader su derivati dovrebbero incorporare nelle valutazioni i tail risk di improvvisi affondi al ribasso guidati dal governo.
Dal punto di vista tecnico, individuiamo un supporto chiave in tenuta sull’EMA a 50 giorni in area 158,00, con l’EMA a 200 giorni a fornire ulteriore sostegno vicino a 157,50. Con il momentum giornaliero in raffreddamento dopo condizioni di ipercomprato, la coppia appare impostata a consolidare tra 157,50 e 159,00 nel breve termine. Raccomandiamo di impostare limiti di rischio stretti in prossimità di queste medie mobili in avvicinamento alle decisioni sui tassi di Fed e BoJ a fine ottobre.
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