USD/INR ha ritracciato rispetto alla precedente forza della rupia, sostenuta da interventi e afflussi, stabilizzandosi in un range attorno alla figura 94,5. Con i prezzi del petrolio in rialzo e il dollaro supportato dalle attese di rialzi dei tassi negli USA, i pullback dovrebbero essere contenuti, anche se i nuovi afflussi hanno ridotto nel breve termine il rischio di una forte svalutazione unidirezionale della rupia.
L’attenzione si è spostata sugli effetti di liquidità degli afflussi tramite swap window. L’eccedenza del sistema bancario è balzata oltre INR 10.000 mld, superando i massimi del 2022 e dell’era Covid, mentre il saldo durevole si è ampliato a INR 14.000 mld, mantenendo i tassi overnight call compressi rispetto a un surplus medio di INR 1.000 mld a fine giugno. L’inflazione di agosto è attesa la prossima settimana ed è vista al 4,8–4,9% rispetto al 4,4% precedente, con pressioni legate a alimentari e metalli preziosi che si stanno trasmettendo alla componente core. Una domanda debole all’asta VRRR a 30 giorni segnala riluttanza a vincolare fondi in vista di un possibile livello più alto del tasso di policy, rendendo i VRRR a scadenze più lunghe meno efficaci fino alla riunione di ottobre; eventuali misure della RBI per drenare liquidità prima di allora dovrebbero aggiungere pressione al rialzo sui rendimenti obbligazionari.
Outlook sulla rupia e strategie di trading
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a un USD/INR in range con un lieve bias rialzista, con focus sull’area 94,5. Poiché i robusti afflussi di capitale hanno portato le riserve valutarie dell’India a massimi storici oltre 710 miliardi di dollari, la Reserve Bank of India dispone di ampia “potenza di fuoco” per evitare un improvviso crollo della rupia. Di conseguenza, raccomandiamo di acquistare USD/INR su flessioni contenute o di utilizzare strategie in opzioni come bull put spread per incassare premi stabili.
Il rialzo dei prezzi globali del petrolio, con il Brent che sta testando la soglia di 80 dollari al barile, continuerà a esercitare pressione sulla rupia. Al contempo, un’inflazione “sticky” negli Stati Uniti sta alimentando le aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, spingendo il rendimento del Treasury decennale verso il 4,20%. Queste pressioni globali implicano che eventuali fasi di forza della rupia indiana saranno probabilmente di breve durata nelle prossime settimane.
Rendimenti obbligazionari e posizionamento sui tassi a breve
Ci aspettiamo un ulteriore aumento dei rendimenti dei titoli indiani, rendendo particolarmente interessanti in questa fase le posizioni corte sui future dei titoli di Stato. Il sistema bancario domestico è inondato da un’enorme liquidità in eccesso superiore a INR 10.000 mld, che la banca centrale è intenzionata a drenare. Con la banca centrale che restringe la liquidità per contenere l’inflazione in risalita—attesa al 4,9% la prossima settimana—il rendimento del benchmark decennale indiano è pronto a spingersi oltre il 7,10%.
I trader dovrebbero evitare di immobilizzare fondi in strumenti a lunga scadenza mentre il mercato si prepara a un possibile rialzo dei tassi in ottobre. La recente bassa partecipazione alle aste VRRR (Variable Rate Reverse Repo) a 30 giorni della banca centrale mostra che le banche locali si stanno già posizionando per condizioni finanziarie più restrittive. Consigliamo di posizionarsi su swap sui tassi di interesse a breve per beneficiare di questo imminente cambio di rotta della politica domestica.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.