USD/CHF è salito giovedì ai massimi da giugno 2025, con il Dollaro USA sostenuto dal fatto che il conflitto in Medio Oriente ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio e ha rafforzato le aspettative di una politica più restrittiva da parte della Federal Reserve. Il cross si è attestato intorno a 0,8170, estendendo i rialzi per la quarta seduta consecutiva, mentre l’indice del Dollaro USA (DXY) oscillava in area 101,45, massimo di tre settimane.
Il rischio sull’offerta di greggio si è esteso dallo Stretto di Hormuz allo Stretto di Bab el-Mandeb dopo che il gruppo Ansar Allah dello Yemen ha attaccato due petroliere saudite nel Mar Rosso. Le preoccupazioni per l’inflazione sono aumentate e il CME FedWatch Tool ha mostrato che i mercati prezzano una probabilità dell’83% di un rialzo dei tassi a settembre, con la probabilità per la prossima settimana vicino al 35%. Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono scese a 187 mila contro attese per 212 mila, e la lettura della settimana precedente è stata rivista a 209 mila da 208 mila; l’attenzione si sposta ora sui dati preliminari di luglio del PMI S&P Global, attesi venerdì. Il Franco svizzero non ha beneficiato del consueto profilo difensivo, poiché prevalgono l’ampliamento dei differenziali di tasso USA–Svizzera e la forte domanda di Dollari, mentre la Banca nazionale svizzera (SNB) ribadisce di essere pronta a intervenire contro un eccessivo rafforzamento del Franco.
Strategia su derivati: valute, petrolio e posizionamenti sul CHF
Con USD/CHF che si spinge ai massimi da oltre un anno in area 0,8170, riteniamo opportuno che i trader su derivati si posizionino per un’ulteriore prosecuzione del movimento rialzista. L’acquisto di opzioni call out-of-the-money su USD/CHF con scadenza a 30-45 giorni offre un’esposizione ad alto potenziale con rischio limitato per sfruttare questo breakout. Con il DXY sui massimi di tre settimane a 101,45, l’impostazione tecnica favorisce chiaramente il biglietto verde.
Monitoriamo da vicino il comparto energetico, dove i benchmark globali del petrolio sono saliti di oltre il 5% questo mese dopo i recenti attacchi alle petroliere nel Mar Rosso. Storicamente, le interruzioni nello stretto di Bab el-Mandeb, che gestisce circa 8,8 milioni di barili al giorno, hanno innescato picchi inflazionistici prolungati. Per coprirsi da questi shock dal lato dell’offerta, suggeriamo di valutare l’acquisto di opzioni call sui futures del greggio in parallelo alle strategie valutarie.
L’ampliamento del differenziale dei tassi tra Stati Uniti e Svizzera è il principale motore del cross, soprattutto con la Fed che ora sconta una probabilità dell’83% di rialzo a settembre. Nel frattempo, l’atteggiamento attivo della SNB contro un eccessivo rafforzamento del franco continua a ridurre l’appeal tradizionale di bene rifugio. Consigliamo di vendere futures sul CHF a breve scadenza o di utilizzare bear put spread sulla valuta svizzera per sfruttare questa divergenza di policy.
Rischi di evento e gestione delle posizioni
I trader dovrebbero prepararsi a una volatilità elevata in prossimità dei dati PMI S&P Global di domani e della riunione della Fed della prossima settimana. Considerata la notevole rigidità del mercato del lavoro, evidenziata dal calo delle richieste settimanali di sussidi a 187.000, qualsiasi sorpresa positiva sul fronte macro potrebbe accelerare gli acquisti di USD. Raccomandiamo di mantenere stop-loss stretti sulle posizioni esistenti short USD e di incrementare gradualmente strutture in derivati long dollaro prima del weekend.
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