USD/CHF è salito giovedì ai massimi da 16 mesi dopo che la Banca Nazionale Svizzera (SNB) ha mantenuto il tasso di riferimento allo 0%, indebolendo il franco svizzero. Il cambio scambiava intorno a 0,8275, in rialzo dello 0,27% nella seduta, sostenuto da un dollaro USA più forte mentre i mercati scontavano un ulteriore irrigidimento della Federal Reserve. La SNB ha ribadito che l’attuale orientamento di politica monetaria resta adeguato a mantenere l’inflazione entro il proprio mandato (meno del 2% annuo), anche se la proiezione d’inflazione è stata leggermente alzata per via dei maggiori prezzi dei prodotti petroliferi; le stime restano comunque sotto l’1% lungo tutto l’orizzonte previsivo. La banca ha inoltre respinto le attese di mercato di rialzi per 50-75 punti base nei prossimi 12 mesi.
Sul piano tecnico, USD/CHF rimane sopra le medie mobili semplici (SMA) a 50, 100 e 200 giorni, raggruppate tra circa 0,8120 e 0,7950. Il momentum è elevato: l’RSI a 14 giorni è vicino a 68 e il MACD resta positivo, lasciando spazio a un ritracciamento se le condizioni dovessero diventare eccessivamente tirate. I supporti si collocano a 0,8200, quindi 0,8122, 0,8045, 0,7947 e 0,7800, mentre la resistenza appare limitata in area 0,8350.
Strategie di trading e considerazioni rialziste
Suggeriamo ai trader su derivati di mantenere un’impostazione di fondo rialzista su USD/CHF, ma di prepararsi a volatilità immediata mentre il cross tratta vicino a 0,8275. Con la Banca Nazionale Svizzera ferma allo 0% e una Federal Reserve relativamente più hawkish, l’allargamento del differenziale di rendimento rende particolarmente attraenti le posizioni long sul dollaro. Tuttavia, con l’Indice di Forza Relativa (RSI) giornaliero in estensione a 68, chi entra sul breve dovrebbe mettere in conto un possibile pullback tecnico.
Per gestire il rischio di ipercomprato, consigliamo di utilizzare bull call spread invece dell’acquisto diretto sul mercato spot, così da contenere il costo iniziale del premio. La strategia limita il rischio pur consentendo di partecipare a un movimento di rialzo verso la resistenza immediata a 0,8350. In alternativa, la vendita (writing) di opzioni put in prossimità del supporto chiave a 0,8200 può consentire di incassare premio e, al contempo, definire potenziali punti d’ingresso a sconto.
Driver del differenziale dei rendimenti e outlook di lungo periodo
Storicamente, quando il differenziale di rendimento tra i titoli USA e quelli svizzeri si amplia oltre 300 punti base, il franco svizzero subisce una pressione ribassista persistente. Con i rendimenti del Treasury decennale attualmente intorno al 3,8% e quelli del decennale svizzero vicino allo 0,4%, l’incentivo al carry trade è troppo forte perché il mercato lo ignori. Per i trader con orizzonte più lungo, mantenere opzioni call a lunga scadenza resta una giocata macro valida finché USD/CHF rimane sopra la SMA a 200 giorni a 0,7947.
Se la spinta di mercato dovesse portare USD/CHF a superare con decisione la resistenza a 0,8350, ci attendiamo una rapida accelerazione verso massimi pluriennali. I trader dovrebbero valutare l’inserimento di ordini buy-stop appena sopra questa barriera per agganciare il momentum del breakout. Tuttavia, è opportuno mantenere stop-loss stretti per proteggersi da improvvisi interventi della Banca Nazionale Svizzera, storicamente utilizzati per stabilizzare movimenti valutari estremi.
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