USD/CHF si mantiene vicino a 0,8100 mentre la tregua tra USA e Iran riduce la domanda di beni rifugio e la BNS segnala possibili interventi

by VT Markets
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Jun 29, 2026

USD/CHF è rimasto pressoché invariato per la seconda seduta consecutiva, scambiando in area 0,8100 nelle ore asiatiche di lunedì, mentre il Dollaro USA si è mantenuto stabile con i mercati intenti a valutare gli ultimi scontri militari tra Stati Uniti e Iran e una tregua temporanea. L’azione dei prezzi è rimasta contenuta, con la propensione al rischio che si è spostata al variare delle nuove notizie dal Medio Oriente. Le tensioni sono tornate a salire giovedì dopo che un proiettile non identificato ha colpito una nave cargo, e entrambe le parti si sono accusate a vicenda di aver violato un cessate il fuoco provvisorio fissato il 17 giugno.

Il Franco svizzero si è indebolito, poiché la tregua ha ridotto la domanda di beni rifugio, lasciando la coppia in una fase laterale. Separatamente, la Banca Nazionale Svizzera ha mantenuto il tasso di riferimento allo 0% per la quarta riunione consecutiva e ha affermato che l’impostazione sostiene la stabilità dei prezzi e la crescita. La BNS ha inoltre rivisto al rialzo le proprie previsioni d’inflazione e ha ribadito di essere pronta a intervenire sui mercati dei cambi, se necessario.

Rischi di volatilità e strategie in opzioni

Riteniamo che l’attuale stabilità attorno a 0,8100 sia una condizione temporanea, guidata dalla fragile tregua USA-Iran stabilita il 17 giugno. Con le tensioni geopolitiche che covano dopo l’incidente del proiettile di giovedì scorso, a nostro avviso il mercato sta sottovalutando il rischio di un movimento improvviso. Di conseguenza, stiamo valutando strategie in opzioni per posizionarci in vista di un possibile aumento della volatilità, dato che la volatilità implicita a 1 mese sulla coppia è scesa a soli 5,2%, vicino ai minimi dell’anno.

Se la tregua dovesse saltare, ci attendiamo una fuga verso la sicurezza che favorirebbe il Dollaro USA più del Franco, spingendo USD/CHF nettamente al rialzo. I dati storici relativi a eventi di rischio analoghi, come l’escalation iniziale del conflitto in Ucraina nel febbraio 2022, hanno visto il Dollar Index (DXY) salire di oltre il 3% in meno di due settimane. Stiamo quindi considerando l’acquisto di opzioni call out-of-the-money, come le call agosto strike 0,8300, come copertura a costo contenuto contro una ripresa del conflitto.

Prospettive di intervento e trading di range

La disponibilità della Banca Nazionale Svizzera a intervenire sui mercati valutari probabilmente limiterà qualsiasi apprezzamento significativo del Franco, anche in uno scenario di risk-off. Le riserve in valuta estera della BNS, riportate l’ultima volta a oltre 950 miliardi di CHF, forniscono una notevole capacità di fuoco per indebolire il CHF qualora si rafforzasse troppo rapidamente. Ciò rafforza la nostra view secondo cui, in caso di crisi, il percorso di minore resistenza per la coppia è al rialzo, rendendo poco attraenti posizioni short.

Nel caso in cui i colloqui di pace a Doha si rivelassero efficaci nelle prossime settimane, prevediamo che la coppia rimarrà in range, influenzata più dai dati d’inflazione comparati che dalla geopolitica. L’Average True Range (ATR) a 14 giorni della coppia è già sceso a un minimo plurimensile di appena 35 pip, riflettendo l’attuale indecisione. Questo contesto potrebbe essere adatto a strategie di range trading come la vendita di strangle, ma solo con una gestione del rischio molto rigorosa.

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