USD/CHF è sceso intorno a 0,8130 negli scambi europei di giovedì, invertendo tre giorni di rialzi, mentre il franco svizzero ha trovato sostegno nei dati interni sui prezzi. In Svizzera i prezzi alla produzione e all’import sono diminuiti del 2,1% su base annua a luglio, allo stesso ritmo di giugno, prolungando una fase deflazionistica di oltre tre anni. Su base mensile, l’indice ha segnato un calo dello 0,1% dopo il -0,3% precedente, registrando il terzo ribasso mensile consecutivo grazie all’allentamento dei costi legati ai prodotti petroliferi.
Anche il dollaro è stato messo sotto pressione da dati sull’inflazione USA più morbidi, con il CPI headline al 3,4% su base annua a luglio e il CPI core al 2,5%, in linea con le attese. Le aspettative sui tassi si sono spostate: il CME FedWatch ha indicato la probabilità di un rialzo a settembre intorno al 36%, in calo dal 48% del giorno prima, penalizzando il biglietto verde. La geopolitica potrebbe comunque sostenere il dollaro, poiché l’aumento delle tensioni tra USA e Iran ha riacceso lo scenario di sanzioni più dure e persino di un blocco navale in grado di incidere sulle esportazioni petrolifere iraniane.
Deflazione svizzera e prospettive di policy
Riteniamo che i trader su derivati dovrebbero posizionarsi per sfruttare la crescente divergenza di politica monetaria tra Svizzera e Stati Uniti nelle prossime settimane. Con i prezzi alla produzione e all’import svizzeri in calo del 2,1% su base annua, le pressioni deflazionistiche interne restano saldamente radicate. Questa flessione continua, in linea con episodi di deflazione osservati negli anni passati, segnala che la Banca nazionale svizzera dispone di ampio margine per mantenere i tassi bassi o ridurli ulteriormente.
Considerato che il cambio USD/CHF tratta attualmente in calo in area 0,8130, vediamo un’interessante opportunità per acquistare opzioni call su USD/CHF. Storicamente, quando il franco si rafforza troppo rapidamente verso questi livelli contenuti, la banca centrale è intervenuta attivamente o ha adottato una postura più dovish per tutelare gli esportatori svizzeri. Ci aspettiamo che questo “pavimento” tecnico regga, rendendo i bull call spread una strategia interessante e a basso costo per chi mira a intercettare un rimbalzo del dollaro.
Dinamiche del dollaro USA e rischi geopolitici
Allo stesso tempo, è necessario monitorare attentamente l’evoluzione delle aspettative sulla Federal Reserve, soprattutto perché il raffreddamento dell’inflazione USA ha ridotto la probabilità di rialzi aggressivi. Se questo ha temporaneamente pesato sul biglietto verde, l’escalation dei rischi geopolitici in Medio Oriente e le minacce di blocchi alle esportazioni di petrolio potrebbero rapidamente innescare domanda di dollaro come bene rifugio. Per coprirsi da improvvisi cambiamenti di scenario, raccomandiamo l’acquisto di straddle di breve durata su cross legati al franco svizzero, così da beneficiare di movimenti bruschi e di volatilità bidirezionale nel breve termine.
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