USD/CHF ha ripiegato verso l’area 0,8050 giovedì dopo non essere riuscito a mantenersi sopra 0,8100, con il massimo di mercoledì segnato a 0,8108. Il tono hawkish dei verbali della Federal Reserve non ha sostenuto il Dollaro USA e il Dollar Index (DXY) è scivolato sotto 101,00, andando a testare i minimi settimanali. I mercati stanno valutando gli effetti degli attacchi reciproci USA-Iran e di un rimbalzo del petrolio di quasi il 10% sulle prospettive di politica monetaria delle principali banche centrali, mentre le speranze di nuovi colloqui tra Washington e Teheran hanno mantenuto il Dollaro ingabbiato nei range recenti.
Dal punto di vista tecnico, il massimo decrescente di mercoledì ha rafforzato una dinamica correttiva rispetto ai massimi di fine giugno. Sui grafici a quattro ore, l’RSI (14) è sceso a 46,1, mentre il MACD è rientrato verso la linea dello zero. Un supporto si colloca sopra il minimo del 7 luglio in area 0,8045, con un pavimento più profondo attorno a 0,8000 dove i minimi del 2 e 3 luglio convergono con il ritracciamento di Fibonacci del 38,6% del rally di giugno. La resistenza è in area 0,8110-0,8120 e una rottura al rialzo riporterebbe nel mirino il massimo a un anno a 0,8139, fissato il 24 giugno.
Cambio di momentum e implicazioni strategiche
Il recente fallimento nel superare 0,8100 conferma la nostra view secondo cui il momentum del dollaro si sta affievolendo. Lo interpretiamo come un segnale per ridurre l’esposizione rialzista e prepararsi a un mercato in trading range o a una correzione più profonda. L’attuale discesa verso 0,8050 rappresenta un test chiave e le nostre strategie verranno costruite attorno a questo nuovo sentiment di debolezza del dollaro.
Questa lettura è supportata anche dai fondamentali: l’inflazione USA è stata riportata da ultimo al 3,3%, un livello che mantiene la Fed in allerta ma che è in larga parte già incorporato dai prezzi di mercato. Nel frattempo, l’inflazione svizzera è comodamente bassa all’1,4%, offrendo alla Banca Nazionale Svizzera una base più stabile e sostenendo l’attrattiva del franco. Questa divergenza rende improbabile un rally sostenuto dell’USD contro il CHF nelle prossime settimane.
Posizionamento tattico e livelli chiave da monitorare
Per i trader che si attendono un’ulteriore discesa, guardiamo all’acquisto di opzioni put con strike attorno a 0,8050, puntando a un movimento verso il supporto chiave di 0,8000. Per ridurre il costo della posizione, stiamo valutando bear put spread, che prevedono la vendita contestuale di una put con strike inferiore. Questa strategia consente di definire il rischio e beneficiare del momentum ribassista segnalato dall’RSI sceso sotto 50.
Se il mercato dovesse ritenere che il conflitto USA-Iran si avvii verso una de-escalation, con conseguente calo della volatilità, la vendita di premio sulle opzioni diventa una strategia interessante. Stiamo considerando short strangle tramite la vendita di call out-of-the-money sopra la resistenza 0,8120 e di put sotto il supporto 0,8000. La posizione genera profitto se USD/CHF resta all’interno di questo range di un centesimo, uno scenario plausibile se le notizie geopolitiche si attenuano.
Monitoreremo da vicino il livello 0,8000: una rottura al ribasso segnalerebbe una fase ribassista più aggressiva e probabilmente innescherebbe ulteriori vendite. Al contrario, un ritorno sopra 0,8120 invaliderebbe la nostra attuale impostazione ribassista, costringendoci a riconsiderare le posizioni. Il balzo del 10% del petrolio è una variabile critica da seguire, poiché costi energetici elevati e persistenti potrebbero riaccendere i timori inflazionistici e modificare le prospettive delle banche centrali.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.