USD/CHF è ritracciato a poco sopra 0,8300 giovedì, dopo un calo di quasi l’1,4% fino a 0,8280 nella seduta precedente, quando i segnali accomodanti da parte di esponenti della Federal Reserve hanno pesato sul dollaro. Sul fronte svizzero, un’inflazione più debole ai cancelli delle fabbriche non è riuscita a sostenere il franco. I Prezzi alla Produzione e all’Importazione in Svizzera sono aumentati dello 0,3% a settembre rispetto allo 0,7% di agosto e sotto un consensus dello 0,5%, mentre la variazione annua ha mostrato una contrazione dello 0,2% dopo un calo dello 0,7% in precedenza.
Inflazione svizzera e divergenza di politica monetaria
I dati confermano pressioni sui prezzi contenute in Svizzera, lasciando la Banca Nazionale Svizzera ferma con il tasso guida allo 0% anche mentre altre principali banche centrali stringono la politica monetaria, una divergenza che ha coinciso con un deprezzamento del CHF del 3,5% contro il dollaro in due mesi e mezzo.
Politica della Federal Reserve e focus del mercato
Negli Stati Uniti, i funzionari hanno respinto le aspettative di rialzi consecutivi dei tassi dopo i solidi dati sul CPI; la Fed ha sostenuto la necessità di più tempo per valutare l’impatto della mossa di settembre. Successivamente i mercati hanno spostato l’attenzione sul PPI statunitense, mentre i Prezzi alla Produzione e all’Importazione svizzeri restano un indicatore dell’inflazione a valle attraverso i costi delle importazioni.
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