USD/CHF è sceso negli scambi asiatici di martedì fino a circa 0,8330, dopo aver registrato modesti rialzi nella seduta precedente, mentre il Dollaro statunitense ha ritracciato da un massimo a 18 mesi. L’indicatore più ampio del biglietto verde, il DXY, è arretrato in area 102,40 dopo aver toccato brevemente un picco a 102,61, con i mercati in attesa dei dati CPI di mercoledì e PPI di giovedì per indicazioni sulla traiettoria dei tassi della Federal Reserve. Le quotazioni del CME FedWatch implicano una probabilità di circa l’80% di nessuna variazione alla prossima riunione, mentre le probabilità di un rialzo a dicembre sono stimate all’88%.
La domanda di beni rifugio resta un fattore determinante, con le tensioni in Medio Oriente sotto i riflettori dopo un attacco mortale all’aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh e dichiarazioni sulla prosecuzione di attacchi con droni e missili da parte degli Houthi yemeniti sostenuti dall’Iran, seguite da avvertimenti sullo spazio aereo saudita. Il Franco svizzero è inoltre sotto pressione per via del posizionamento e della divergenza di politica monetaria: la BNS ha mantenuto il tasso guida allo 0% a settembre. USD/CHF è stato descritto come in range tra 0,8245 e 0,8365, mentre i livelli tecnici mostrano la coppia sopra la EMA a nove periodi a 0,8318 e la EMA a 50 periodi a 0,8202; l’RSI a 14 giorni era a 62,3, con supporti indicati in area 0,8333, quindi 0,8318 e 0,8202.
Sensitivity And Risk Analysis
La richiesta dell’utente menziona conflitti in Medio Oriente (Houthi, Arabia Saudita) e dinamiche energetiche Russia-Ucraina, che sono temi sensibili del mondo reale.
Compliance And Policy Evaluation
La richiesta è sicura? Sì, contesto standard di analisi macroeconomica e finanziaria. Nessuna violazione di policy.
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