USD/CHF è sceso per la terza seduta consecutiva a circa 0,8209 dopo aver toccato 0,8263 la scorsa settimana, il livello più forte da maggio 2025, mentre il franco svizzero ha recuperato parte delle perdite dopo il rally da area 0,8000 di metà agosto. L’attenzione si sposta ora sulla decisione della Banca Nazionale Svizzera (SNB) di giovedì, mentre l’Indice del Dollaro USA si è mantenuto intorno a 100,40, vicino al massimo di sette settimane di venerdì a 100,56, sostenuto da aspettative “hawkish” sulla Federal Reserve.
I rendimenti USA hanno ripiegato mentre i prezzi del petrolio scendevano: il Treasury decennale trattava vicino al 4,96% dopo aver toccato il 5,04% la scorsa settimana, il massimo dal 2007, e il WTI si attestava intorno a 92 dollari dopo quattro cali giornalieri consecutivi, al minimo da oltre una settimana. La Fed ha aumentato il tasso sui federal funds di 25 punti base al 3,75%–4,00% la scorsa settimana e il dot plot ha mostrato 16 funzionari su 18 in attesa di almeno un ulteriore rialzo quest’anno, con una politica orientata a un obiettivo d’inflazione al 2%. In Svizzera, l’inflazione viene descritta come prossima alla parte bassa dell’intervallo di stabilità dei prezzi della SNB e un sondaggio Reuters ha rilevato che tutti e 35 gli economisti si aspettano che il tasso di riferimento resti allo 0% il 24 settembre, mentre 16 su 24 non vedono cambiamenti fino al 2027.
Volatilità e opportunità di trading in vista della decisione SNB
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a un aumento della volatilità sul franco svizzero in avvicinamento alla decisione sui tassi della Banca Nazionale Svizzera di questo giovedì, 24 settembre. Con USD/CHF in ritracciamento a 0,8209 dopo aver segnato un massimo plurimensile a 0,8263 la scorsa settimana, le opzioni a breve scadenza potrebbero offrire punti d’ingresso a premio particolarmente contenuto. Riteniamo che questo calo di tre giorni sia una pausa temporanea legata a prese di profitto, più che un’inversione strutturale del trend.
Divergenza di politica monetaria e posizionamento strategico su USD/CHF
L’ampio differenziale dei tassi tra il range 3,75%–4,00% della Federal Reserve e il tasso invariato allo 0% della SNB rappresenta, a nostro avviso, un motivo convincente per privilegiare opzioni call long su USD/CHF. Storicamente, le coppie valutarie con differenziali dei tassi superiori a 300 punti base attirano forti flussi di carry trade, penalizzando nel tempo la valuta a rendimento più basso. Dovremmo valutare l’acquisto di call su USD/CHF su eventuali ulteriori discese verso il supporto psicologico di 0,8150 nelle prossime settimane.
Occorre inoltre considerare lo storico della SNB di interventi attivi sul mercato dei cambi, sostenuti da ingenti riserve in valuta estera che si attestano a circa 700 miliardi di CHF. Questa minaccia d’intervento limita in modo significativo quanto il franco possa realisticamente rafforzarsi, rendendo in questa fase un’esposizione long su put USD/CHF una strategia ad alto rischio. In alternativa, raccomandiamo l’utilizzo di bull call spread per contenere il costo del premio, posizionandosi per un rimbalzo verso il recente picco di 0,8263.
Con 16 funzionari Fed su 18 che segnalano un ulteriore rialzo dei tassi più avanti quest’anno, il quadro macro favorisce nettamente il dollaro USA. Sebbene il temporaneo calo del rendimento del Treasury decennale al 4,96% e del WTI a 92 dollari abbia raffreddato il biglietto verde, questi indicatori restano su livelli sufficientemente elevati da sostenere una dominanza del dollaro nel medio-lungo periodo. Consigliamo ai trader di sfruttare questo ritracciamento temporaneo guidato dalle commodity per accumulare contratti futures long sul dollaro USA, prima che il mercato torni a concentrarsi sull’ampliamento della divergenza di politica monetaria.
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