USD/CAD ha restituito un gap-up iniziale ed è scivolato verso area 1,4200 durante la sessione asiatica, dopo il ritracciamento di venerdì da circa 1,4300, il livello più alto da aprile 2025. Rendimenti dei Treasury USA più morbidi hanno ridotto il sostegno al dollaro; tuttavia, la rinnovata debolezza del petrolio greggio, legata alle aspettative che un cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina possa aumentare l’offerta, ha pesato sul dollaro canadese, sensibile alle materie prime. Anche la divergenza tra le prospettive della Bank of Canada (BoC) e della Federal Reserve (Fed) ha limitato la convinzione degli operatori, con i trader cauti nel forzare posizionamenti direzionali in condizioni di bassa liquidità per via delle festività.
Divergenza di politica monetaria
Le attese sulla politica monetaria sono rimaste un driver chiave. La BoC è vista mantenere un orientamento dovish in un contesto di economia fiacca dopo dati occupazionali deboli, mentre la Fed è diventata più hawkish e prevede un ulteriore rialzo dei tassi di 25 punti base verso la fine del 2026.
Driver geopolitici e tecnici
Il rischio geopolitico ha inoltre sostenuto la domanda di biglietto verde, mentre persistevano le tensioni legate allo Stretto di Hormuz. L’attenzione si sposta sui dati USA: PPI mercoledì e CPI giovedì, seguiti venerdì dagli interventi del presidente della Fed Kevin Warsh e del governatore della BoC Tiff Macklem in occasione degli incontri FMI e Banca Mondiale a Bangkok. Sul fronte tecnico, 1,4300 rappresenta il trigger rialzista, mentre 1,4200–1,4210 e 1,4150 sono i principali supporti.
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