USD/CAD si è mantenuto intorno a 1,3940 nelle contrattazioni asiatiche di giovedì dopo lievi rialzi, confinato in un range ristretto, con un Dollaro USA più morbido che ha compensato il freno sul Dollaro canadese legato alle materie prime dovuto al calo dei prezzi del petrolio. Il tono della coppia ha seguito i dati di luglio sull’Indice dei prezzi al consumo (CPI) USA, che hanno raffreddato le aspettative di una mossa aggressiva della Federal Reserve. Il CPI headline è sceso al 3,4% su base annua dal 3,5%, mentre il CPI core è rallentato al 2,5% dal 2,6%; entrambe le letture hanno rispettato le attese di mercato.
Dopo la pubblicazione, la prezzatura dei tassi si è spostata: lo strumento CME FedWatch indica circa il 40,1% di probabilità di un rialzo a settembre. Le aspettative per un aumento a ottobre sono scese a circa il 60% dal 75% del giorno precedente e dicembre è stata la prima riunione non pienamente scontata. Secondo le stime di TD Securities, l’inflazione headline è stata dello 0,1% mese su mese, o dello 0,074% prima dell’arrotondamento, rispetto allo 0,15% previsto da TD e a un consenso dello 0,1%, insieme a un calo mensile del 3% della benzina.
La valuta canadese ha subito pressioni mentre le previsioni di domanda sono state riviste al ribasso per il 2026. L’OPEC ha ridotto la stima di crescita della domanda mondiale di petrolio nel 2026 a 580.000 barili al giorno, mentre l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha previsto una contrazione dei consumi di 1,6 milioni di bpd quest’anno, rispetto a 1 milione di bpd in precedenza, sullo sfondo delle interruzioni legate al conflitto USA-israeliano con l’Iran. Sotto i riflettori anche la retorica statunitense e le potenziali misure mirate alle esportazioni di greggio iraniano.
Strategie di trading su USD/CAD e derivati sui tassi d’interesse
Consigliamo ai trader di derivati di concentrarsi su strategie “range-bound” per la coppia USD/CAD attorno al livello pivot di 1,3940 nelle prossime settimane. Poiché la debolezza del Dollaro USA sta attualmente compensando il freno sul Dollaro canadese derivante dal calo del greggio, ci aspettiamo che la coppia si muova in una fascia ristretta. L’implementazione di iron condor di breve periodo o la vendita di straddle potrebbe risultare molto profittevole finché queste forze contrapposte manterranno il cambio in equilibrio.
Con il CPI USA di luglio in rallentamento al 3,4% e l’inflazione core in discesa al 2,5%, dovremmo riposizionare i nostri derivati sui tassi per riflettere una Federal Reserve meno aggressiva. Lo strumento CME FedWatch mostra che la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre è scesa al 40,1%, mentre le probabilità per ottobre sono calate al 60%. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni call su futures sui tassi di breve termine per capitalizzare su questo improvviso viraggio “dovish” del sentiment di mercato.
Volatilità del mercato energetico e derivati sul petrolio
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, in particolare il conflitto USA-israeliano con l’Iran, stanno generando forti oscillazioni nel settore energetico che possiamo sfruttare. Il downgrade dell’OPEC sulla crescita della domanda globale nel 2026 a 580.000 barili al giorno, insieme alla previsione dell’IEA di una contrazione di 1,6 milioni di barili al giorno, indica un mercato fisico più debole. Suggeriamo l’acquisto di opzioni put sul greggio West Texas Intermediate (WTI), coprendosi al contempo con opzioni call per proteggersi da improvvisi picchi dei prezzi legati a un potenziale blocco navale statunitense.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.