USD/CAD ha consolidato i recenti ribassi dopo dati USA di giugno su CPI e PPI più deboli. La Bank of Canada ha mantenuto invariato il tasso di riferimento al 2,25% per la sesta riunione consecutiva, mentre le proiezioni aggiornate indicano un’inflazione core in media al 2% su base annua nel terzo trimestre. La banca centrale prevede inoltre un rallentamento della crescita, con il PIL reale che scenderebbe da un 2,5% trimestrale annualizzato nel Q2 a un 1,5% nel Q3.
Il quadro rivisto implica una minore urgenza di irrigidire la politica monetaria e le attese di mercato su ulteriori mosse della BoC hanno margine per aggiustarsi. Le aspettative attuali incorporano circa 50 pb di rialzi nei prossimi 12 mesi, ma un contesto di eccesso di offerta nell’economia canadese rafforza l’ipotesi che venga prezzato un numero inferiore di aumenti. Il report ha inoltre richiamato una minore enfasi sulla forward guidance nella comunicazione della BoC.
Implicazioni di mercato della politica BoC e dei dati USA
Riteniamo che l’USD/CAD stia consolidando le recenti perdite dopo i dati più “freddi” sull’inflazione USA, creando una finestra strategica per chi opera sui derivati. Con la Bank of Canada ferma al 2,25%, l’aspettativa di mercato di 50 punti base di ulteriore restrizione nei prossimi 12 mesi appare sempre più fragile. Ci attendiamo che nelle prossime settimane gli operatori riducano le scommesse sui rialzi, un fattore che probabilmente indebolirà il Dollaro canadese.
Strategie operative e prospettive sul cambio
Guardando ai dati storici, quando l’hawkishness delle banche centrali viene “tolta” dal pricing in misura simile, la valuta domestica tende tipicamente a deprezzarsi dell’1,5%-2% contro il Dollaro USA. Attualmente la volatilità implicita a un mese su USD/CAD scambia vicino a un tranquillo 6,0%, suggerendo premi opzionari relativamente contenuti. Proponiamo di sfruttare questi livelli di prezzo acquistando call su USD/CAD per posizionarsi su un rimbalzo del cambio.
I fondamentali macro supportano questa lettura: il PIL canadese è destinato a rallentare dal 2,5% all’1,5% nel prossimo trimestre mentre l’economia resta in eccesso di offerta. Con l’inflazione core attesa attestarsi comodamente intorno al target del 2%, non c’è una pressione immediata sui policymaker canadesi per irrigidire. Raccomandiamo di strutturare bull call spread o di vendere futures sul CAD per capitalizzare su questo mutamento delle attese sui tassi.
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