USD/CAD si è mantenuto intorno a quota 1,3940 giovedì, poco mosso, mentre dati sull’inflazione USA più deboli hanno spinto al ribasso il Dollaro statunitense e il calo del petrolio ha pesato sul Dollaro canadese. Il PPI di luglio è rimasto invariato mese su mese dopo un calo rivisto dello 0,1% a giugno, contro un atteso +0,2%; il tasso annuo è rallentato al 4,7% dal 5,5% a fronte di un consenso al 4,9%. Il PPI core è salito dello 0,2% m/m dopo un dato rivisto dello 0,4%, sotto l’atteso 0,3%, e si è attenuato al 4,2% a/a dal 4,7%. Le richieste di sussidi di disoccupazione hanno contribuito al tono più morbido: le initial claims a 209 mila contro 200 mila e 202 mila attese, mentre le continuing claims sono scese di 22 mila a 1,777 milioni. I rendimenti dei Treasury sono diminuiti; il biennale USA trattava vicino al 4,14% e il DXY è tornato sotto 100 dopo un massimo di due settimane.
Il cross ha trovato supporto mentre il WTI è tornato sotto 80 dollari, mettendo pressione sul CAD legato al petrolio, anche se la geopolitica ha aggiunto incertezza dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli USA hanno il “controllo totale” sulla via d’acqua strategica, insieme a discussioni su sanzioni più ampie per frenare le esportazioni di petrolio iraniano. Le comunicazioni della Fed sono state contrastanti: il punteggio FXS Speechtracker di Tom Barkin è stato 6/10 contro una media di 5,8/10, e l’FXS Fed Sentiment Index è sceso di 2,36 a 135,56, mentre Beth Hammack ha segnato 8,2/10 contro 7,3/10 e ha spinto l’indice in rialzo di 1,33 a 137,92. Sul piano tecnico, USD/CAD scambiava sotto la SMA a 100 ore a 1,3943 e la SMA a 200 ore a 1,3990; l’RSI era a 48,99, con supporti a 1,3927 e 1,3908, e resistenza a 1,3964.
Dinamiche di trading e strategie nell’attuale contesto laterale
In questo momento osserviamo USD/CAD scambiare in un range ristretto intorno a 1,3940, poiché forze macroeconomiche contrapposte lasciano la coppia temporaneamente in stallo. I dati USA sull’inflazione in rallentamento, inclusa la discesa del PPI annuo al 4,7% e l’aumento delle richieste settimanali di sussidi a 209 mila, stanno indebolendo il Dollaro USA. Tuttavia, questa debolezza è bilanciata dal West Texas Intermediate in calo sotto 80 dollari al barile, che continua a limitare qualsiasi recupero immediato del Dollaro canadese.
Dato questo equilibrio di breve periodo, suggeriamo ai trader su derivati di concentrarsi su strategie da mercato laterale come short straddle o iron condor nelle prossime settimane. Storicamente, la volatilità implicita delle opzioni su USD/CAD tende a comprimersi a fine agosto e l’attuale RSI neutrale a 48,99 supporta la tesi di consolidamento. I trader dovrebbero puntare a incassare premio finché il cambio resta ancorato tra barriere tecniche chiave.
Gestione del rischio e posizionamento in vista di volatilità futura
Occorre restare cauti rispetto a improvvisi picchi di volatilità, soprattutto con esponenti della Federal Reserve come Beth Hammack che spingono per rialzi immediati dei tassi. Sebbene l’Indice del Dollaro USA sia sceso sotto la soglia di 100, il Fed Sentiment Index rimane fortemente “hawkish” a 137,92. Gli operatori sui derivati dovrebbero considerare call out-of-the-money a basso costo su USD/CAD per coprirsi da un improvviso irrigidimento del tono della Fed che potrebbe spingere il cambio oltre la media mobile a 200 periodi a 1,3990.
Sul fronte CAD, è necessario monitorare da vicino il mercato del petrolio, poiché le tensioni geopolitiche in Medio Oriente potrebbero invertire rapidamente il trend ribassista dei prezzi energetici. I dati storici mostrano che una variazione di 5 dollari del WTI in genere innesca un movimento di 100-150 pip in USD/CAD nell’arco di una settimana. L’utilizzo di bull call spread sui future del greggio può fungere da proxy trade efficace per beneficiare di eventuali improvvise interruzioni dell’offerta, mantenendo al contempo limitato il rischio di ribasso.
Guardando un po’ più avanti, la ripresa interna del Canada e l’aumento dei volumi di export indicano che il Dollaro canadese dispone di un supporto strutturale sottostante nonostante la volatilità di breve sul petrolio. Occorre inoltre osservare i prossimi negoziati commerciali con gli USA, che secondo i precedenti storici determineranno il percorso del “Loonie” nel medio termine più dei prezzi energetici. Per i trader con un orizzonte di più settimane, l’acquisto di put di lunga scadenza su USD/CAD in prossimità della resistenza a 1,3960 offre un rapporto rischio/rendimento interessante.
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