USD/CAD è salito dello 0,27% martedì, attestandosi intorno a 1,4070, sostenuto dalla debolezza del Dollaro canadese, poiché il calo dei prezzi del petrolio ha più che compensato un miglioramento della propensione al rischio. Il West Texas Intermediate è sceso dello 0,46% a circa 91,20 dollari, penalizzando il “Loonie” data la posizione del Canada come grande produttore ed esportatore di greggio; questo legame ha mantenuto il cross orientato al rialzo. Un ulteriore fattore è stato l’allentamento delle tensioni geopolitiche, dopo il riemergere di prospettive di colloqui sullo Stretto di Hormuz.
Sul fronte geopolitico, Donald Trump ha dichiarato all’Assemblea Generale dell’ONU che i Paesi dovrebbero mantenere la pressione sull’Iran e che Teheran non otterrà mai un’arma nucleare, indicando al contempo che si attende un accordo USA-Iran dopo le elezioni statunitensi. Sul versante di policy, la National Bank of Canada ha affermato che le condizioni domestiche suggeriscono pazienza, prevedendo una Bank of Canada sostanzialmente ferma in ottobre, mentre lo slancio dell’economia è a rischio e permane capacità inutilizzata. Negli Stati Uniti, la presidente della Fed di Boston Susan Collins ha sostenuto il rialzo dei tassi della scorsa settimana e ha avallato un orientamento più restrittivo per riportare l’inflazione al target del 2% della Fed, aggiungendo che i rischi al rialzo sull’inflazione sono aumentati poiché le condizioni del mercato del lavoro appaiono leggermente più solide.
Implicazioni di strategia di trading dalla dinamica di rendimenti e petrolio
Riteniamo che i trader di derivati dovrebbero posizionarsi per ulteriori rialzi di USD/CAD nelle prossime settimane utilizzando opzioni call long o bull call spread. L’ampliamento del differenziale di rendimento tra Stati Uniti e Canada, guidato dal recente rialzo dei tassi della Federal Reserve e da una Bank of Canada “alla finestra”, favorisce nettamente il dollaro USA. Storicamente, quando lo spread dei rendimenti a due anni USA-Canada si allarga anche solo di 10 punti base, USD/CAD tende a guadagnare circa lo 0,6%-0,8% poiché i flussi di capitale si spostano verso i rendimenti USA più elevati.
Con il WTI sceso a 91,20 dollari, vediamo un indebolimento del sostegno energetico che accentua ulteriormente la vulnerabilità del dollaro canadese. Poiché il greggio rappresenta circa il 10% del paniere complessivo delle esportazioni canadesi, un calo prolungato dei prezzi dell’energia danneggia direttamente le ragioni di scambio del Paese. I trader di derivati possono sfruttare questa debolezza acquistando opzioni put a breve scadenza sui futures CAD per coprirsi contro un ulteriore indebolimento del Loonie.
Strategie in opzioni e livelli chiave per USD/CAD
Con USD/CAD in area 1,4070, consigliamo di puntare su opzioni call con strike nell’intervallo 1,4150-1,4200, con scadenza a fine ottobre. Questa strategia consente di catturare l’eventuale momentum di breakout limitando il rischio al ribasso se il premio geopolitico sul petrolio dovesse tornare improvvisamente. Occorre tuttavia monitorare attentamente eventuali bruschi cambiamenti diplomatici sull’Iran, poiché un’improvvisa fiammata del petrolio verso 95 dollari potrebbe invertire rapidamente queste perdite del CAD.
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