USD/CAD ha esteso il rialzo per una terza seduta martedì, scambiando intorno a 1,4210 durante la sessione europea, mentre il Dollaro USA è rimasto tonico dopo il riaccendersi delle tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz. Il supporto al biglietto verde è stato tuttavia in parte attenuato da una rivalutazione delle attese sulla politica della Federal Reserve: dopo un rapporto sull’occupazione USA più debole, che ha mostrato un numero di posti di lavoro creati ad aprile, maggio e giugno inferiore alle stime, i mercati non si attendono più rialzi dei tassi né questo mese né a settembre.
Il petrolio ha fornito segnali contrastanti per il Dollaro canadese. Il WTI è risalito a circa 69,40 dollari al barile dopo lievi perdite, sostenuto da notizie secondo cui l’Iran avrebbe lanciato almeno due missili contro navi commerciali nella tarda serata di lunedì; due imbarcazioni sono state danneggiate, mentre la UK Maritime Trade Operations ha riferito che una petroliera diretta a sud è stata colpita sul lato sinistro da un proiettile di origine sconosciuta, innescando un incendio, senza vittime segnalate. Resta comunque elevata la sensibilità del “loonie” all’andamento del greggio: un aumento della produzione OPEC+ e un accordo di pace USA-Iran hanno recentemente pesato sul petrolio, riducendo le preoccupazioni inflazionistiche e indebolendo le ragioni per un’impostazione più aggressiva della Fed. Separatamente, la Bank of Canada mira a un’inflazione tra l’1% e il 3% tramite le impostazioni dei tassi e può ricorrere a quantitative easing o tightening.
Driver di breve periodo e flussi verso i beni rifugio
Considerato che oggi è il 7 luglio 2026, l’attuale salita dell’USD/CAD verso l’area 1,4200 appare eccessiva e guidata da timori temporanei. Le tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz stanno spingendo i trader a rifugiarsi nel dollaro USA, ma riteniamo che si tratti di una reazione di breve periodo. Questa domanda “safe haven” sta al momento mascherando la forza di fondo che prezzi del petrolio più elevati dovrebbero fornire al loonie.
Scenario fondamentale e posizionamento sul trade
Si sta rafforzando la tesi di un dollaro USA più debole, che dovrebbe limitare questo rally. Il recente rapporto sul lavoro statunitense di giugno ha mostrato la creazione di soli 150.000 posti di lavoro, ben al di sotto delle previsioni, con il tasso di disoccupazione salito al 4,1%. Riteniamo che questi dati consolidino l’idea che la Federal Reserve non alzerà i tassi quest’estate, rimuovendo un pilastro chiave di sostegno al biglietto verde.
Sul versante canadese, la situazione è più stabile, consentendo ai fondamentali di tornare in primo piano una volta che si attenuerà l’attuale rumore geopolitico. Con l’inflazione canadese stabile al 2,8%, ben all’interno del range obiettivo della Bank of Canada, il recente balzo del WTI verso i 70 dollari al barile diventerà il principale fattore positivo per il loonie. Storicamente, un periodo prolungato di prezzi del petrolio su questi livelli si associa a un dollaro canadese più forte.
Di conseguenza, vediamo i livelli attuali come un’opportunità per posizionarsi su un movimento al ribasso dell’USD/CAD nelle prossime settimane. Puntiamo ad acquistare opzioni put con scadenza agosto e settembre per beneficiare di un possibile calo, man mano che l’attenzione del mercato si sposta dal rischio geopolitico ai fondamentali macroeconomici. Il livello 1,4300 ha agito da solida resistenza da marzo di quest’anno, suggerendo che l’ulteriore potenziale di rialzo del cambio da qui è limitato.
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