USD/CAD si è mantenuto intorno a 1,4170 giovedì, pressoché invariato, mentre la debolezza generalizzata del Dollaro USA ha controbilanciato il freno sul Dollaro canadese dovuto al calo del Petrolio. I prezzi del greggio hanno esteso un ritracciamento correttivo dopo un rally guidato da fattori geopolitici, anche se Stati Uniti e Iran si sono scambiati attacchi militari per il secondo giorno consecutivo. La chiusura di posizioni su precedenti scommesse rialziste sul Petrolio ha pesato sul loonie, valuta legata alle materie prime, ma il movimento non ha avuto seguito.
Sostegno alla valuta canadese è arrivato dalle attese che la Bank of Canada possa inasprire più avanti quest’anno dopo aver mantenuto a giugno il tasso di riferimento al 2,25%. I mercati swap prezzano circa il 60% di probabilità di un rialzo entro fine anno, in aumento rispetto a circa il 40% di inizio settimana. Negli Stati Uniti, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese a 215 mila nella settimana conclusa il 4 luglio, contro le 217 mila riviste del dato precedente e le 218 mila attese, mentre le richieste continue sono salite a 1,814 milioni. I dati hanno contribuito ad attenuare la pressione sul biglietto verde, ma il Dollaro ha comunque ripiegato mentre l’attenzione restava su sentiment di rischio e geopolitica, mantenendo la coppia in range.
Scambi in range tra dinamiche di petrolio e dollaro
Osserviamo USD/CAD rimanere ingabbiato in un range ristretto attorno a 1,4170. Se da un lato il recente calo del WTI sotto gli 80 dollari al barile sta mettendo pressione sul Dollaro canadese, sensibile alle materie prime, dall’altro ciò viene compensato da una diffusa debolezza del Dollaro USA. Il risultato è un mercato che, per ora, non mostra un chiaro slancio direzionale.
La pressione ribassista sul Dollaro canadese è limitata dal mutamento delle aspettative sulla Bank of Canada. Sebbene la BoC abbia tagliato i tassi a giugno, portando il tasso di riferimento al 4,75%, i mercati swap incorporano un ritmo molto più lento per i futuri tagli a causa della persistenza dell’inflazione domestica. Questo potenziale “stop” della banca centrale sta fornendo un pavimento alla valuta e limitando i rialzi di USD/CAD.
Implicazioni per volatilità e strategie di trading
Sul lato USA della coppia, il Dollaro fatica a trovare forza nonostante dati economici solidi. Ad esempio, le recenti richieste iniziali di sussidi continuano a oscillare nella fascia bassa delle 230 mila unità, segnalando un mercato del lavoro resiliente che storicamente sosterrebbe il biglietto verde. Riteniamo che i trader stiano guardando oltre questi dati e si concentrino maggiormente su un’eventuale svolta della Federal Reserve verso tagli dei tassi più avanti quest’anno.
Alla luce di queste forze contrapposte, ci aspettiamo che la volatilità implicita su USD/CAD resti bassa nelle prossime settimane. Questo contesto suggerisce che la vendita di premio sulle opzioni tramite strategie come strangle o iron condor potrebbe risultare vantaggiosa per i trader di derivati. Il principale rischio per questa impostazione sarebbe un’improvvisa escalation geopolitica che provochi un balzo dei prezzi del petrolio oppure una svolta a sorpresa più “hawkish” da parte della Fed.
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