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USD/CAD oscilla intorno a 1,4200: i verbali della Fed e le tensioni con l’Iran rafforzano il dollaro, mentre il petrolio sostiene il dollaro canadese (loonie)

by VT Markets
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Jul 8, 2026

USD/CAD è salito marginalmente intorno a 1,4200 negli scambi asiatici di mercoledì dopo lievi perdite nella seduta precedente, con i riflettori puntati sui verbali della riunione della Federal Reserve, la prima sotto la presidenza di Kevin Warsh. Il dollaro USA ha trovato sostegno nei flussi verso i beni rifugio legati al riacutizzarsi delle tensioni geopolitiche, anche se le attese di ulteriore inasprimento si sono raffreddate dopo il più debole report sui Nonfarm Payrolls della scorsa settimana. Le quotazioni LSEG implicano rialzi complessivi dei tassi Fed per circa 26 punti base entro dicembre, rispetto ai 38 punti base di una settimana fa.

Gli sviluppi sul mercato petrolifero hanno complicato il quadro per il cross, poiché il rafforzamento del greggio ha offerto un potenziale supporto al dollaro canadese, valuta legata alle materie prime. I prezzi sono balzati dopo nuovi raid aerei statunitensi contro l’Iran e la revoca di una deroga alle sanzioni che aveva consentito le esportazioni di petrolio iraniano, in seguito ad attacchi iraniani contro la navigazione nello Stretto di Hormuz, che hanno coinvolto anche una metaniera di GNL qatariota e una petroliera saudita. In Canada, la Bank of Canada mira a un’inflazione dell’1–3% tramite i tassi d’interesse, mentre il petrolio — principale export del Paese — insieme al saldo commerciale e a dati macro più ampi come PIL e PMI, restano driver chiave del CAD.

Politica della Fed, geopolitica e petrolio: forze contrastanti su USD/CAD

Riteniamo che il dollaro USA fatichi a trovare una direzione chiara mentre scambia vicino a 1,4200 contro il dollaro canadese. Il dato debole sui Nonfarm Payrolls della scorsa settimana, che ha mostrato un aumento dell’occupazione negli Stati Uniti di soli 155.000 posti rispetto a un’attesa di 200.000, ha attenuato le aspettative di futuri rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. Tuttavia, le tensioni persistenti con l’Iran stanno generando domanda di beni rifugio, ponendo per ora un “pavimento” al dollaro.

L’escalation del conflitto nello Stretto di Hormuz è un fattore determinante, spingendo il greggio West Texas Intermediate (WTI) in rialzo del 12% nell’ultima settimana, oltre 95 dollari al barile. In quanto export chiave del Canada, livelli del petrolio stabilmente elevati forniscono un forte vento a favore del dollaro canadese. Monitoriamo se questo rally del petrolio possa generare sufficiente forza del CAD da riportare la coppia USD/CAD al di sotto del supporto chiave a 1,4150.

Divergenza delle politiche delle banche centrali e volatilità di mercato

Riteniamo che un tema chiave delle prossime settimane sarà la divergenza tra Federal Reserve e Bank of Canada (BoC). Mentre il CPI USA di giugno ha mostrato un raffreddamento dell’inflazione al 2,8%, l’ultima lettura canadese è rimasta più “appiccicosa” al 3,1%, limitando la capacità della BoC di prendere in considerazione tagli dei tassi. Questa differenza di politica monetaria potrebbe favorire il dollaro canadese rispetto al dollaro USA se il trend dovesse proseguire.

Alla luce di questi segnali contrastanti, ci aspettiamo una volatilità elevata su USD/CAD. In effetti, la volatilità implicita a un mese è già balzata da circa 6,5% a 8,0% negli ultimi giorni, rendendo le strategie in opzioni più costose ma potenzialmente più necessarie per l’hedging. I trader potrebbero valutare l’uso di opzioni come gli straddle per beneficiare di un ampio movimento di prezzo in entrambe le direzioni, dato che il mercato appare pronto a un breakout.

Questa situazione ricorda l’estate del 2019, quando tensioni simili nello Stretto di Hormuz provocarono un picco di breve periodo del petrolio e scossoni sui mercati valutari. All’epoca, l’incertezza portò a una “flight to quality” che sostenne temporaneamente l’USD, ma l’effetto svanì quando i prezzi del petrolio si stabilizzarono. Occorre cautela nel valutare se l’attuale conflitto diventerà un driver di mercato duraturo o soltanto uno shock temporaneo.

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