L’indice ISM dei prezzi pagati del manifatturiero USA è risultato superiore alle attese a luglio. Il consensus era 70,3, mentre il dato pubblicato è stato 71,1. Questo indica il protrarsi delle pressioni sui costi per i produttori all’inizio del terzo trimestre.
La sorpresa al rialzo mantiene elevato il sottoindice dei prezzi e suggerisce che l’inflazione dei fattori produttivi resta sostenuta lungo la catena di fornitura manifatturiera. I mercati valuteranno il dato di luglio insieme alle altre componenti dell’ISM e alle prossime pubblicazioni sull’inflazione per avere un quadro più chiaro della dinamica dei prezzi.
Inflazione persistente dei fattori produttivi e implicazioni di politica monetaria
Con l’ISM Manufacturing Prices Paid di luglio in forte rialzo a 71,1 rispetto al 70,3 atteso, si osserva un’immediata pressione al rialzo sulle aspettative d’inflazione. Questa sorpresa suggerisce che la Federal Reserve probabilmente manterrà i tassi elevati più a lungo di quanto il mercato avesse precedentemente previsto. Raccomandiamo ai trader di derivati di andare short sui futures SOFR (Secured Overnight Financing Rate) con scadenza a fine 2026 per beneficiare di tagli dei tassi rinviati.
Impatto sulla forza del dollaro e strategie per il mercato azionario
Storicamente, quando l’indice dei prezzi pagati supera la soglia di 70, segnala un solido potere di determinazione dei prezzi lungo la supply chain, che tende a rafforzare il dollaro USA. Nel periodo di alta inflazione del 2021 e 2022, letture sopra 70 hanno sistematicamente preceduto impennate del Dollar Index (DXY) man mano che il mercato prezzava una politica monetaria più restrittiva. Suggeriamo di assumere posizioni long su opzioni call sul dollaro USA contro euro e yen giapponese per cavalcare l’atteso rafforzamento valutario nel prossimo mese.
Costi più elevati degli input finiranno inevitabilmente per comprimere i margini di profitto aziendali, in particolare per le società industriali e tecnologiche. Consigliamo l’acquisto di opzioni put sull’S&P 500 o la vendita di call spread a breve scadenza su ETF industriali per proteggersi da un possibile storno azionario. I trader di derivati dovrebbero inoltre considerare l’acquisto di opzioni call sul VIX, poiché questo dato sull’inflazione è destinato a introdurre nuova volatilità sul mercato.
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