Le contrattazioni sui Treasury USA sono state contrastate venerdì, con il tratto lungo in rialzo mentre le scadenze brevi e la parte intermedia della curva hanno ripiegato dai massimi pluriennali. Il rendimento del decennale è rimasto vicino al 5,20% dopo aver toccato un picco a 19 anni al 5,228%, e il trentennale ha sfiorato brevemente un massimo a 22 anni. A fine seduta, il trentennale era invariato al 5,488% dopo aver raggiunto in precedenza il 5,5016%, il livello più alto da giugno 2004.
Il movimento di questa settimana ha seguito l’aumento dei Fed funds di 25 punti base della scorsa settimana insieme a nuovi messaggi di tono “hawkish”, inclusi i commenti del presidente della Fed di New York John Williams e della dirigente della Fed di Philadelphia Anna Paulson, oltre alle osservazioni del governatore Michael Barr sulla possibilità di un ulteriore irrigidimento. I mercati monetari prezzavano una probabilità del 64% di un rialzo alla riunione del 28 ottobre, in salita al 92% per dicembre, secondo Prime Terminal. Le misure delle aspettative di inflazione sono aumentate, con le attese a un anno salite dal 4% al 4,6% e quelle a cinque anni in lieve rialzo dal 3,3% al 3,4%, mentre gli ordini di beni capitali core sono cresciuti dell’1,6% in agosto. I prezzi del petrolio sono rimasti elevati mentre proseguiva la guerra tra Stati Uniti e Iran.
Raccomandazioni di trading su derivati in un contesto di rendimenti in forte rialzo
Con il rendimento del trentennale che ha toccato un massimo a 22 anni vicino al 5,50%, raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi per ulteriori cali dei prezzi obbligazionari nelle prossime settimane. L’acquisto di opzioni put sull’iShares 20+ Year Treasury Bond ETF (TLT) o lo short sui future del Treasury trentennale offre un modo diretto per trarre profitto dall’intensa pressione sul tratto lungo della curva. Storicamente, quando i rendimenti di lungo periodo rompono livelli di resistenza che durano da decenni, come osservato durante le principali ondate di vendite sul mercato obbligazionario a fine 2023, la spinta rialzista può portare rapidamente i rendimenti su livelli molto più elevati.
Posizionamenti difensivi e strategie sulla volatilità della curva dei rendimenti
Considerata la probabilità di mercato del 92% di un rialzo dei tassi Fed entro dicembre, dovremmo inoltre puntare sui future SOFR (Secured Overnight Financing Rate) con scadenza dicembre per intercettare questo spostamento “hawkish”. L’acquisto di opzioni put su questi contratti sui tassi a breve consente di limitare il rischio pur scommettendo su tassi ufficiali più alti. Questo assetto difensivo è oggi particolarmente necessario, ora che esponenti di banche centrali in precedenza “dovish” stanno virando in modo inatteso verso posizioni più restrittive.
Prezzi del petrolio elevati e aspettative d’inflazione in aumento implicano anche la necessità di coprirsi contro un’ulteriore volatilità della curva dei rendimenti. Suggeriamo di impostare strategie di bear steepener acquistando opzioni put sui Treasury di lungo termine e, al contempo, acquistando opzioni call sui titoli a breve. I dati storici mostrano che durante fiammate inflazionistiche trainate dall’energia, lo spread tra rendimenti a breve e a lungo può ampliarsi di oltre 50 punti base nell’arco di poche settimane, offrendo una finestra potenzialmente molto redditizia per chi opera con opzioni.
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