I rendimenti reali statunitensi sono aumentati bruscamente lungo tutta la curva, con i mercati che scontano un ulteriore irrigidimento monetario piuttosto che un’inflazione di lungo periodo più elevata. Aspettative di circa 75 pb di ulteriori rialzi dei tassi nel corso di questo ciclo hanno contribuito a spingere verso l’alto i rendimenti nominali e reali, mentre la componente di compensazione per l’inflazione è rimasta più stabile; breakeven e inflation swap sono rimasti all’interno dei range recenti. Il movimento è stato interpretato alla luce della percepita determinazione delle banche centrali, con la Fed e le omologhe attese rispondere alle pressioni inflazionistiche mantenendo la politica restrittiva, cosa che a sua volta innalza i rendimenti sulle scadenze più lunghe.
In termini di ampiezza, la maggior parte dei rendimenti reali è in rialzo tra 80 e 113 pb, mentre il rendimento reale a due anni è salito di oltre 170 pb. I tassi reali di lungo periodo sono stati inoltre sostenuti da dinamiche di crescita resilienti e dall’aumento della spesa in conto capitale legata all’IA e, più in generale, al ciclo di investimenti tecnologici. Un term premium contenuto ha rafforzato il repricing, consentendo ai rendimenti reali di salire senza un aumento comparabile delle misure di inflazione implicite nel mercato.
Posizionamento sui derivati e strategie di mercato
Consigliamo ai trader sui derivati di posizionarsi per una pressione al rialzo persistente sui rendimenti reali, andando short sui future Treasury più liquidi oppure acquistando opzioni put su ETF obbligazionari a lunga duration. Questa impostazione è supportata dai dati recenti, che mostrano il rendimento indicizzato all’inflazione (TIPS) decennale USA mantenersi stabile in area 2,10%. Poiché il mercato si attende un ulteriore tightening, privilegiare posizioni corte su contratti a breve e medio termine aiuterà a catturare questo momentum rialzista.
Aspettative d’inflazione e dinamiche degli investimenti tecnologici
Osserviamo che inflation swap e tassi breakeven restano ben ancorati, con il breakeven decennale che si mantiene stabilmente intorno al 2,25%. Questa stabilità segnala che la risalita dei rendimenti nominali riflette soprattutto l’aumento dei tassi reali, mentre la banca centrale preserva una credibilità “hawkish”. Attraverso swaptions sui tassi, possiamo puntare su payer spread per capitalizzare questa divergenza senza esporsi al rischio di un’accelerazione incontrollata dell’inflazione.
Dobbiamo inoltre tenere conto di una crescita economica solida e di una spesa in conto capitale massiccia nel settore tecnologico, con la spesa in hardware legata all’IA prevista in crescita di oltre il 20% annuo fino alla fine degli anni 2020. Questa forte domanda di capitale tende naturalmente a spingere verso l’alto i costi reali di finanziamento, sostenendo uno spostamento strutturale verso tassi reali più elevati. I trader dovrebbero valutare di pagare il fisso sugli interest rate swap, in particolare sui segmenti a medio termine della curva, per beneficiare di questi venti favorevoli macroeconomici.
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