Le elezioni di medio termine USA del 3 novembre mettono in gioco tutti i 435 seggi della Camera e 35 seggi del Senato, con i mercati delle previsioni che prezzano circa il 60% di probabilità di una “sweep” democratica e all’incirca il 30% di probabilità di un governo diviso, mentre una sweep repubblicana è praticamente non prezzata. Poiché il Congresso indirizza tasse, spesa e indebitamento e può esercitare scrutinio sulle nomine della Federal Reserve, l’esito potrebbe riprezzare il dollaro USA, i rendimenti dei Treasury a lunga scadenza e l’oro. Una sweep repubblicana viene inquadrata come il maggiore rischio di riprezzamento: aspettative fiscali più espansive potrebbero spingere al rialzo i rendimenti sul tratto lungo e potenzialmente il dollaro, creando venti contrari per l’oro privo di rendimento, anche se rendimenti in salita per timori sulla sostenibilità del debito potrebbero attenuare il sostegno al dollaro e sostenere l’oro.
I tassi sono già sotto i riflettori. Il tasso medio USA dei mutui fissi trentennali è salito al 7,49%, massimo da novembre 2023, mentre i rendimenti dei Treasury aumentavano su timori d’inflazione, incertezza geopolitica e consistenti esigenze di finanziamento. Sul piano tecnico, i principali livelli di rischio al ribasso per l’oro sono 4.000 dollari, poi la media mobile semplice a 100 settimane (SMA) in area 3.850 e 3.800. Le resistenze sono concentrate tra 4.215 e 4.250, poi 4.400, 4.460 e 4.500; in caso di stallo istituzionale, il range viene inquadrato tra 3.850 e 4.400 dollari. Il Relative Strength Index è sotto 50 e il prezzo si colloca al di sotto di due medie mobili settimanali.
Scenari elettorali e rischi di riprezzamento dei mercati
Con le elezioni di medio termine del 3 novembre a meno di due settimane, ci stiamo preparando a un riprezzamento significativo su derivati valutari, sui Treasury e sulle commodity. I mercati delle previsioni stanno attualmente prezzando una probabilità del 60% di sweep democratica e del 30% di un Congresso diviso, lasciando una sweep repubblicana quasi completamente non prezzata. Poiché questo esito non prezzato incorpora il maggior tail risk, dobbiamo mantenere flessibilità ed evitare di tenere un bias direzionale rigido finché non arrivano i risultati effettivi.
Se dovesse materializzarsi una sweep repubblicana, ci aspettiamo un rapido balzo dei rendimenti dei Treasury a lunga scadenza, man mano che i mercati prezzano maggiore emissione di debito e stimolo fiscale. Storicamente, incrementi bruschi nelle aspettative di indebitamento pubblico hanno spinto i rendimenti decennali più in alto di 20–30 punti base in finestre temporali ristrette, creando pressione rialzista immediata sul dollaro USA. Per le nostre posizioni in derivati sull’oro, questo contesto rappresenterebbe un forte vento contrario, favorendo strutture difensive o impostate al ribasso.
Livelli dell’oro, implicazioni dello stallo e strategia sulla volatilità
Nel trading di opzioni e futures sull’oro nelle prossime settimane, ci stiamo concentrando sul supporto psicologico a 4.000 dollari. Una rottura confermata sotto 4.000 apre la strada verso la media mobile a 100 settimane in area 3.850, dove cercheremmo un supporto secondario. Viceversa, se i rendimenti dovessero scendere con una sweep democratica, cercheremo un superamento sostenuto della fascia 4.215–4.250 prima di attendersi un movimento verso 4.400 e 4.500.
Se le elezioni dovessero portare a un governo diviso, lo stallo politico probabilmente neutralizzerà l’impatto fiscale immediato sui rendimenti obbligazionari. In quello scenario, dovremmo spostare l’attenzione dai titoli su Washington ai driver macroeconomici di fondo, come le attese sul percorso dei tassi della Fed e le pressioni dai mercati energetici. Dati recenti mostrano che i tassi sui mutui fissi trentennali hanno toccato di recente massimi pluriennali in area 7,5%, a conferma che le condizioni finanziarie più ampie restano sensibili ai rischi d’inflazione di base.
Per gestire il potenziale di picchi di volatilità a doppia cifra intorno alla notte elettorale, raccomandiamo l’utilizzo di strategie opzionali a rischio definito piuttosto che futures direzionali non coperti. Dovremmo attendere che curve dei rendimenti post-elezione e movimenti dei cambi confermino la direzione prima di aumentare in modo aggressivo la dimensione delle operazioni. Lasciando che sia l’azione dei prezzi a guidare l’esecuzione nelle prossime settimane, possiamo capitalizzare il momentum post-elettorale mitigando al contempo i rischi iniziali di whipsaw.
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