I prezzi al consumo statunitensi di settembre sono saliti al massimo degli ultimi cinque mesi, al 3,7%, superando le attese e spingendo il Dollar Index ai massimi da 18 mesi. I mercati hanno brevemente portato la probabilità implicita di una mossa della Federal Reserve in ottobre al 50%, per poi riprezzarla al 25% quando l’attenzione si è spostata sul discorso di Kevin Warsh a Bangkok e su ciò che potrebbe implicare per il percorso dei tassi. Anche il pricing si è orientato verso un profilo più aggressivo nel prossimo anno, con la probabilità di quattro ulteriori rialzi Fed che a un certo punto è salita al 61%, per poi rientrare man mano che le aspettative venivano ricalibrate. La riaffermazione da parte di Warsh dell’obiettivo d’inflazione al 2% ha mantenuto il focus sul rischio di rendimenti Treasury più elevati e su un rinnovato sostegno al dollaro.
Lo yen ha trovato sostegno nel breve termine grazie al ritorno di una retorica ufficiale più decisa e a un tono più hawkish da parte della Bank of Japan. La ministra delle Finanze Satsuki Katayama ha dichiarato che il ministero è pronto a intervenire sul mercato dei cambi se necessario, mentre la componente del board BoJ Junko Koeda ha sostenuto che la banca centrale non dovrebbe essere eccessivamente cauta nell’aumentare i tassi. Separatamente, BlackRock ha indicato un deficit federale di bilancio record e la forte competizione delle società tecnologiche per il capitale come fattori in grado di mantenere strutturalmente elevati i costi di finanziamento del debito. Il pricing dei futures implica che Fed e BoJ stringano allo stesso ritmo, ma l’ampio differenziale di rendimento USA–Giappone lascia spazio a forza dell’USD/JPY, inquadrando i recenti ribassi come correttivi.
Differenziali di rendimento e opportunità sui ritracciamenti di USD/JPY
La forza dello yen e la volatilità sul mercato valutario sono aumentate, ma riteniamo che i trader in derivati dovrebbero considerare eventuali ritracciamenti di USD/JPY come opportunità di acquisto, piuttosto che come un’inversione di trend. Sebbene gli avvertimenti verbali dei funzionari giapponesi e una retorica più restrittiva della Bank of Japan abbiano creato cali temporanei, il differenziale di rendimento sottostante tra Stati Uniti e Giappone rimane significativamente ampio. Storicamente, quando il rendimento del Treasury USA decennale mantiene uno spread superiore a 300–350 punti base rispetto ai titoli di Stato giapponesi, i ritracciamenti di USD/JPY si sono ripetutamente rivelati punti d’ingresso interessanti per posizioni long.
Consigliamo ai trader di guardare oltre le oscillazioni di breve e di concentrarsi sui driver di lungo periodo dei rendimenti statunitensi. Con l’inflazione dei prezzi al consumo USA in accelerazione al 3,7% a settembre e i disavanzi federali prossimi a massimi storici oltre 1.800 miliardi di dollari, i rendimenti del debito USA sono soggetti a pressioni strutturali al rialzo. Inoltre, l’intensa competizione tra i colossi corporate nella raccolta di capitale mantiene elevati i costi di finanziamento a lungo termine, fornendo una base solida alla forza del dollaro.
Strategie di trading e interventi di mercato
Sebbene le autorità finanziarie giapponesi stiano avvertendo di possibili interventi di mercato, i trader in derivati dovrebbero ricordare che le vendite guidate dagli interventi tendono a essere di breve durata in assenza di una divergenza di policy nei fondamentali. I dati degli interventi valutari passati mostrano che gli acquisti ufficiali di yen in genere provocano cali bruschi e temporanei di 300–500 pip prima che il mercato riprenda la propria direzione macro principale. Poiché i mercati dei futures attualmente prezzano ritmi di tightening simili per entrambe le banche centrali, l’ampio differenziale dei tassi continuerà a spingere il cross verso l’alto nelle prossime settimane.
Per posizionarsi in modo efficace, raccomandiamo l’uso di opzioni o strategie strutturate in derivati per sfruttare improvvise accelerazioni al ribasso. L’acquisto di opzioni call su USD/JPY durante ritracciamenti guidati dalla policy, oppure l’impostazione di bull call spread, consente ai trader di partecipare al trend rialzista più ampio gestendo al contempo i rischi di ribasso legati a improvvisi interventi verbali. Finché lo spread dei rendimenti resterà nettamente a favore del dollaro, comprare sui cali rimane la strategia statisticamente più solida.
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