L’US Dollar Index (DXY) si è stabilizzato intorno a 102,10 martedì, dopo modesti guadagni nella seduta precedente, dopo essere arretrato da un massimo di quasi 18 mesi durante le ore europee. L’azione dei prezzi resta al di sopra delle medie mobili esponenziali (EMA) a nove e 50 giorni, mentre l’Indice di forza relativa (RSI) a 14 giorni si attesta vicino a 75,6, segnalando condizioni di ipercomprato anche se il trend rialzista di fondo rimane intatto. Sul grafico giornaliero, l’indice sale all’interno di una figura a cuneo ascendente, una formazione che può consentire ulteriori rialzi nel breve termine ma che lascia anche spazio a un’inversione o a una correzione qualora la struttura venisse meno.
La resistenza è individuata al picco a 18 mesi di 102,53 segnato il 6 ottobre, e quindi in corrispondenza del limite superiore del cuneo vicino a 102,80. I livelli di supporto si concentrano attorno alla base del cuneo a circa 101,70 e all’EMA a nove giorni a 101,60; una rottura al di sotto di quest’area sposterebbe l’attenzione sull’EMA a 50 giorni a 100,37, e poi sul minimo a quattro mesi di 98,56 registrato il 20 agosto. Separatamente, gli indicatori sul terziario statunitense hanno mostrato l’indice ISM dei servizi in calo a 54,9 da 55,4, a fronte di un consenso pari a 55,0, mentre attività e nuovi ordini si sono indeboliti e occupazione, arretrati degli ordini e prezzi pagati sono migliorati.
Impostazione rialzista di breve sul dollaro e gestione del rischio
Con l’US Dollar Index stabile intorno a 102,10 e in scambio sopra le principali medie mobili, riteniamo che i trader sui derivati possano sfruttare l’attuale momentum rialzista di breve. I compratori possono puntare alla resistenza immediata a 102,53 e potenzialmente al limite superiore del cuneo a 102,80. Tuttavia, con l’RSI a 14 giorni su un livello di ipercomprato elevato (75,6), è necessario rimanere cauti rispetto a un improvviso ritracciamento.
Per gestire questo rischio, suggeriamo di predisporre una protezione al ribasso, ad esempio tramite opzioni put, appena sotto il supporto del limite inferiore a 101,70. Una discesa sotto l’EMA a nove giorni a 101,60 invaliderebbe la struttura rialzista e probabilmente innescherebbe una rapida flessione verso l’EMA a 50 giorni a 100,37. Se la pressione in vendita dovesse intensificarsi, potremmo vedere l’indice arrivare a testare il precedente minimo plurimensile di 98,56.
Allineamento della strategia con i fondamentali e outlook di mercato
Questa strategia di trading è coerente con i dati fondamentali che mostrano il settore dei servizi statunitense in solida espansione a 54,9, a conferma di una domanda interna resiliente. Storicamente, contesti economici simili hanno consentito alla Federal Reserve di mantenere un approccio prudente sui tagli dei tassi, sostenendo il biglietto verde. Nei precedenti cicli di mercato, un comparto servizi forte abbinato a un aumento dei costi degli input ha spinto il dollar index a mantenere i rialzi per diverse settimane prima di una correzione significativa.
Nelle prossime settimane, consigliamo ai trader di utilizzare strategie di range trading, comprando sui ribassi in prossimità dei supporti e riducendo progressivamente le posizioni long man mano che ci avviciniamo all’apice del cuneo. Il monitoraggio delle prossime pubblicazioni macroeconomiche, in particolare dati sul lavoro e sull’inflazione, sarà cruciale per il timing di questi ingressi. Bilanciare opzioni call di breve termine con put di copertura aiuterà a gestire la volatilità attesa senza trovarsi dalla parte sbagliata di un improvviso breakout.
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