La Federal Reserve ha varato un rialzo dei tassi di 25 pb all’unanimità, accompagnandolo con indicazioni di tono hawkish, una combinazione che ha contribuito a sostenere il dollaro USA. Il dot plot mediano per il 2026 segnala almeno un ulteriore aumento entro fine anno, con una minoranza di esponenti che continua a prefigurare un altro rialzo nel 2027. Ciononostante, il sentiero atteso resta al di sotto delle attuali attese di mercato, suggerendo margini limitati per una brusca riprezatura delle aspettative sui tassi e lasciando i futuri guadagni del dollaro legati alla conferma, dai dati in arrivo, dell’ultimo rialzo implicito nelle proiezioni.
Le dichiarazioni di Warsh hanno rafforzato il messaggio di policy, richiamando un’inflazione ancora troppo elevata, un’attività economica resiliente—soprattutto nel mercato del lavoro—e una postura definita ancora accomodante, con l’ultimo intervento che si è limitato a ridurre tale accomodamento. La valutazione inquadra una Fed pronta a stringere ulteriormente se necessario, ma implica anche che eventuali progressi del dollaro saranno probabilmente graduali e dipendenti dai dati, mentre altre banche centrali del G10 assumono un orientamento più hawkish.
Strategie in derivati per una graduale salita del dollaro USA
Dopo il recente rialzo dei tassi di 25 punti base deciso all’unanimità dalla Federal Reserve e la forward guidance di tono hawkish, riteniamo che i trader di derivati dovrebbero posizionarsi per una graduale risalita del dollaro USA. Poiché il mercato ha già incorporato buona parte di questa impostazione restrittiva, l’acquisto di opzioni call USD out-of-the-money o l’esecuzione di risk reversal rialzisti appare particolarmente interessante. Questa strategia consente di catturare un costante drift al rialzo del biglietto verde senza pagare un premio eccessivo per una volatilità implicita troppo elevata.
Monitoraggio dei dati ed espressione tramite opzioni FX sul G10
È necessario monitorare attentamente i dati macroeconomici in arrivo, soprattutto con il Dollar Index (DXY) attualmente scambiato in modo solido in prossimità di 104,50. I recenti dati sul lavoro, evidenziati da un tasso di disoccupazione stabile al 4,1% e da incrementi occupazionali regolari, avvalorano la tesi della Fed secondo cui l’economia statunitense rimane altamente resiliente. Questa forza di fondo suggerisce che eventuali pullback di breve del dollaro vadano considerati come opportunità di acquisto sul mercato dei futures.
Raccomandiamo di esprimere questa view rialzista sul dollaro puntando sui peer più deboli del G10, in particolare tramite l’acquisto di opzioni put su EUR/USD. I mercati europei restano molto sensibili agli shock energetici, specie con il Brent che oscilla intorno a 80 dollari al barile. Concentrandosi su opzioni con scadenza tra tre e sei settimane, possiamo sfruttare l’ampliamento della divergenza di policy ed economica.
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